Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/27: Revisione parziale della legge sugli aiuti finanziari alle organizzazioni che concedono fideiussioni alle piccole e medie imprese e abrogazione della legge federale sulla concessione di fideiussioni e di contributi sui costi di interesse nelle regioni montane e nelle altre aree rurali: avvio della procedura di consultazione · 15 pagine

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Swissmem manifesta dubbi e critiche in merito all’aumento del limite di fideiussione:

o secondo uno studio che la SECO ha commissionato nel giugno 20172 all’Istituto per i

servizi finanziari di Zugo, lo strumento delle fideiussioni sarebbe quasi sconosciuto da molti operatori del settore delle PMI. Con una maggiore informazione si potrebbero ottenere risultati uguali o migliori di quelli raggiungibili innalzando il limite delle fideiussioni. Nel contempo l’intervento dello Stato a sostegno delle PMI sarebbe più contenuto. L’aumento del limite di fideiussione comporterebbe in ogni caso maggiori rischi finanziari per la Confederazione;

o una grande maggioranza degli impegni di fideiussione contratti in favore delle imprese

MEM riguardano importi compresi tra 100 000 e 300 000 franchi, che non raggiungono mai il limite vigente. I margini di manovra consentiti dall’attuale limite di fideiussioni sarebbero sfruttati soltanto in piccola parte. Resterebbe pertanto da dimostrare l’effettiva necessità di aumentarlo;

o le banche di credito ordinario sarebbero scarsamente interessate alle fideiussioni a

causa delle spese di liquidazione, troppo elevate in rapporto al fabbisogno di credito delle PMI. L’aumento del limite di fideiussione potrebbe rivelarsi controproducente, spingendo le banche a concentrarsi sugli importi di credito maggiori e a trascurare così le PMI più piccole.

Nonostante ciò, Swissmem appoggia l’innalzamento del limite di fideiussione.

Per le ragioni seguenti Economiesuisse invece respinge l’innalzamento del limite delle fideiussioni a un milione di franchi:

o il mercato creditizio in Svizzera è in buone condizioni: è quanto emergerebbe dagli

studi della SECO e del gruppo di lavoro della Confederazione «Mercato del credito alle PMI». Il funzionamento del sistema non sarebbe stato compromesso nemmeno dalla forza persistente del franco; e se complessivamente il mercato creditizio funziona molto bene, anche in periodi economicamente difficili, il ruolo dell’ente pubblico dovrebbe restare nei limiti attuali;

o la Confederazione dovrebbe assumersi costi aggiuntivi per diversi milioni di franchi

all’anno. In una fase in cui la Confederazione sarebbe tenuta ad arginare la crescita delle spese a suo carico, questo aumento sarebbe inopportuno;

o l’innalzamento del limite di fideiussione sarebbe dannoso anche sotto il profilo

economico. Il mancato ottenimento di credito da parte di una PMI non sarebbe un fallimento del mercato, al contrario. Spetterebbe infatti al mercato decidere quali attività finanziare, e la mancata assegnazione di crediti sarebbe frutto di una scelta razionale dovuta alla debolezza del progetto da finanziare. Se, tramite le fideiussioni, la Confederazione accogliesse in misura crescente questo tipo di richieste di credito, si giungerebbe inevitabilmente a un’allocazione inefficiente di risorse già scarse e, di conseguenza, a una perdita di ricchezza. Perciò l’innalzamento del limite di fideiussione, oltre a non favorire l’efficienza del mercato, renderebbe meno efficace l’intervento statale;

2 Studio 2016 sul finanziamento delle PMI in Svizzera; Istituto per i servizi finanziari di Zugo (IFZ) Scuola Universitaria Professionale di Lucerna – Economia; svolto su incarico della SECO, luglio 2017 https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/Publikationen_Dienstleistungen/Publikationen_und_Formulare/Standortf orderung/studien/studie-zur-finanzierung-der-kmu-in-der-schweiz-2016.html