Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/7: Modifica della legge sulle banche e dell'ordinanza sulle banche (FinTech) · 18 pagine
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Rapporto sui risultati
contesta l’attenzione rivolta alle tecnologie di crowdfunding a discapito di altre tecnologie finanziarie, probabilmente più importanti, come quella «blockchain». L’ASIB sottolinea la necessità di tutelare adeguatamente le condizioni di lavoro definite nell’ambito del partenariato sociale a fronte della digitalizzazione del lavoro.
La VQF accoglie con favore il progetto e considera opportuna la nuova regolamentazione sia per la creazione di condizioni quadro preliminari sia come misura immediata, ma tale regolamentazione dovrebbe essere integrata in una legge autonoma una volta acquisite esperienza e pratica in questo ambito. SFTA approva il fatto che il legislatore abbia riconosciuto la necessità di intervenire nella regolamentazione dei mercati finanziari, ma ritiene che le modifiche proposte non siano adatte a risolvere i problemi esistenti e, tra l’altro, definirebbero interfacce e standard tecnici.
L’USAM è contraria al progetto e ritiene che la tecnofinanza rappresenti un tipo di economia del settore finanziario fondata sulle tecnologie dell’informazione e non un settore distinto. Secondo l’USAM non si dovrebbe sviluppare una politica industriale. Inoltre questo progetto non dovrebbe essere confuso con quello della legge sui servizi finanziari (LSF) e della legge sugli istituti finanziari (LIFin). Anche la VSKF e l’ASG chiedono di separare il progetto da quello LSF/LIFin, pur ritenendolo lungimirante. Secondo l’ASSL, vista la sua importanza, questo progetto andrebbe distinto da quello LSF/LIFin e andrebbe svolta una procedura legislativa ordinaria.
Pur riconoscendo l’utilità della proposta, che consente di discutere della problematica, l’ARIF non la reputa convincente. Sarebbe preferibile redigere una nuova legge specifica come era stato previsto in passato con la legge sulle borse (LBVM). Inoltre, secondo l’ARIF, le autorità non sarebbero in grado di elaborare una normativa valida a causa dell’impossibilità di comprendere i nuovi modelli aziendali.
Principali punti discussi e osservazioni generali
Numerosi partecipanti alla consultazione segnalano che gli istituti finanziari tradizionali e affermati sul mercato sarebbero penalizzati rispetto ai nuovi istituti tecnofinanziari che entrano nel mercato. Tale situazione pregiudicherebbe la concorrenza (ZH, GR, VD, GE, PBD, PPD, PLR, economiesuisse, ASB, USAM, Bitcoin, ICT, UBCS e TI, VSKF, VQF, ABPS, Centre patronale, PLR ZH, ASSL, SPA, UBS, ZH-BV e HK-ZH).
In diversi pareri si propone di prevedere una regolamentazione per la procedura da seguire in caso di superamento del valore soglia di un milione di franchi, ovvero per il passaggio dallo statuto di fornitore di servizi finanziari esente dall’obbligo di autorizzazione a quello di fornitore di servizi finanziari soggetto ad autorizzazione (VD, PLR, economiesuisse, SFTA, BIV, Cashare, CFA, PLR ZH, Fintech Fusion, OA e SPA). L’ARIF evidenzia il fatto che il superamento del valore soglia potrebbe essere difficile da appurare. Secondo Cashare lo svolgimento dell’attività dovrebbe poter continuare ininterrottamente fino all’ottenimento dell’autorizzazione.
Diversi partecipanti alla consultazione sarebbero favorevoli a un adeguamento del valore soglia sia per l’autorizzazione agevolata che per l’attività esente dall’obbligo di autorizzazione (VD, PSS, USS, ASC, SFTA, VQF, ABPS, Cashare, OA, ASSL, UBS, ASG e HK-ZH). Vari interpellati si sono espressi a favore di un’estensione a 90 giorni del termine per i conti di esecuzione (PLR, SFTA, SFS e CFA).
A varie riprese è stato chiesto di definire più chiaramente diversi concetti utilizzati nelle disposizioni, come «applicare per analogia», «non investire né corrispondere interessi» o «operazioni attive» (PLR, ASB, PLR ZH e OA). Il PSS auspica una precisazione delle competenze delle autorità.
Diversi partecipanti mettono in guardia dall’escludere le imprese tecnofinanziarie dal dispositivo per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, perché anche i