Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/88: Revisione della legge sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC) · 135 pagine

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Sistemi di comunicazione congiunti: le AOSS devono potersi avvalere di una comunicazione mobile di sicurezza (comunicazione wireless a banda larga) anche in situazione normale.

Rete nazionale di dati sicura: la Confederazione e i Cantoni devono coordinare e accordarsi sull’utilizzo dei sistemi esistenti. I costi indicati nel rapporto esplicativo per il finanziamento di una rete di dati sicura sono troppo elevati. Anche se un simile sistema deve soddisfare determinati requisiti di sicurezza e disponibilità, i costi devono essere tenuti il più bassi possibile. Bisogna cercare sinergie con fornitori commerciali e considerare anche i gestori di infrastrutture critiche. Sulle infrastrutture commerciali devono essere realizzate ridondanze a basso costo.

Basi d’appoggio intercantonali: la concentrazione di risorse specializzate (ad esempio materiale NBC, gruppi elettrogeni d’emergenza) è in contraddizione con la rapidità d’impiego. Le città devono essere in grado di reagire velocemente in caso di un’emergenza (ad esempio in caso di interruzione di corrente, intervento NBC). Attualmente la SIDDPS è disponibile in un solo luogo. Tuttavia possono trascorrere diverse ore finché le risorse sono pronte per l’intervento. Questo è il motivo per cui critichiamo questo punto.

Flessibilizzazione dell’obbligo di prestare servizio: non tutte le città valutano allo stesso modo la riduzione della durata e la flessibilizzazione dell’obbligo di prestare servizio. Sono favorevoli quelle che registrano un’eccedenza di militi. Ma in altre, l’abbassamento del limite di età per i sottufficiali comporterebbe una massiccia perdita di personale, soprattutto a livello di quadri, e costi aggiuntivi per la formazione di nuovi quadri.

Interventi di pubblica utilità: molti sono i militi della protezione civile che ancora oggi non ricevono alcuna IPG dal proprio datore di lavoro per i servizi prestati durante il fine settimana. Suggeriamo di trovare immediatamente una soluzione e di adeguare le pertinenti basi legali. I datori di lavoro devono essere obbligati ad accordare giorni di riposo ai militi della protezione civile che hanno prestato servizio durante il fine settimana. In alternativa deve essere data la possibilità di prolungare il servizio con due giorni di riposo ordinati e indennizzati con l’IPG.

Servizi ricorrenti: la pratica della fatturazione oraria per i servizi ricorrenti non è soddisfacente. Ai militi della protezione civile che prestano fino a sette ore di servizio sotto forma di servizi ricorrenti, non viene accreditato alcun giorno di servizio, mentre già a partire da dieci ore di servizio ne vengono remunerati due. La disparità di trattamento diventa ancora più evidente con i militi della protezione civile che vengono prosciolti dal servizio dopo l’interrogazione sanitaria d’entrata. A questi viene computato un giorno di servizio dopo soli 20 minuti di presenza.

Corsi di ripetizione: in pochi casi i compiti della protezione civile sono così complessi da richiedere 2 o 3 giorni di corso all’anno. Come già avviene con i vigili del fuoco di milizia, due o tre lezioni serali all’anno sono sufficienti per acquisire le competenze necessarie. Ciò risponderebbe alle esigenze dell’economia e dell’industria. Si propone quindi di abolire l’aumento della durata minima dei corsi di ripetizione da due a tre giorni.

Per consolidare le competenze dirigenziali dei quadri e le competenze d’impiego delle squadre d’intervento sono necessari interventi di lunga durata. Questi non devono necessariamente ricorrere ogni anno. Sarebbe opportuno considerare una disposizione che combinasse i giorni di servizio dell’anno precedente, dell’anno corrente e di quello successivo per adempiere all’obbligo di frequenza dei corsi di ripetizione. In questo modo i militi della protezione civile potrebbero essere convocati per esempio ogni tre anni per cinque giorni di CR. Questa misura aumenterebbe l’efficienza nell’ambito delle pratiche amministrative.

Dovrebbero inoltre essere conteggiati anche i giorni di servizio prestati durante eventi maggiori, catastrofi o situazioni d’emergenza.