Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/88: Revisione della legge sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC) · 135 pagine

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Impianti di protezione: Nel rapporto esplicativo si afferma che i rischi attuali e prevedibili in Svizzera richiedono un numero nettamente inferiore di impianti di protezione. Le città non condividono del tutto questa tesi. Negli ultimi anni la politica di sicurezza ha conosciuto sviluppi importanti per la sicurezza della Svizzera. Inoltre, è stato registrato un rapido aumento della popolazione. Rispetto a trenta anni fa bisogna quindi prevedere un numero maggiore di persone in cerca di protezione o di pazienti in caso di conflitto armato. Pertanto, le costruzioni di protezione continuano ad essere un pilastro essenziale per la protezione della popolazione.

La riduzione delle infrastrutture della protezione civile (IAP/PC) è invece considerata positiva, come pure la riduzione degli impianti protetti del servizio sanitario e degli ospedali protetti. Per l’esercizio di tali impianti mancano infatti le risorse finanziarie e di personale necessarie.

Sanità pubblica e servizio sanitario: non tutte le città sono concordi sulla reintroduzione di un servizio sanitario nella protezione civile. Alcune sono scettiche nei confronti della proposta o la respingono. Propongono invece che venga introdotta una formazione sanitaria supplementare per gli addetti all’assistenza, mentre una funzione di base e una formazione sanitaria sono giudicate superflue. Tale decisione deve basarsi su un concetto globale, che deve dimostrare come la sanità pubblica in Svizzera può essere garantita anche in caso di catastrofi, situazioni d’emergenza o conflitti armati.

Altre città ritengono che la minaccia rappresentata da svariati virus influenzali con il potenziale di far scoppiare una pandemia dimostri chiaramente che queste infrastrutture non sono progettate per gestire emergenze simili e confermi la necessità di introdurre un servizio sanitario nella protezione civile. Questa misura ha tuttavia senso soltanto se la formazione soddisfa i requisiti qualitativi della sanità pubblica.

L’adesione del Servizio sanitario coordinato (SSC) alla Base logistica dell’esercito (BLEs) deve essere esaminata con occhio critico. Proprio in relazione all’ulteriore sviluppo dell’esercito, una subordinazione del SSC alla BLEs non ha più senso. È assolutamente indispensabile che i servizi civili di salvataggio possano gestire le operazioni in maniera congiunta, soprattutto in caso di afflusso in massa di feriti e pazienti. L’approvvigionamento sanitario della popolazione è un tema centrale della protezione della popolazione. L’eventuale integrazione del SSC nell’UFPP andrebbe pertanto riesaminata.

FSPC, BZSV

Due leggi separate: la richiesta di ripartizione della LPPC era già stata avanzata in sede di elaborazione del rapporto strategico e viene ora reiterata. Tuttavia la priorità deve essere data al rispetto delle tempistiche per evitare che la revisione subisca dei ritardi.

Sistema dell’obbligo di prestare servizio: per quanto riguarda il sistema dell’obbligo di prestare servizio, non si rilevano cambiamenti sostanziali. Nella procedura di reclutamento, l’idoneità è ancora il criterio determinante per prestare servizio militare, mentre la protezione civile viene stigmatizzata come soluzione per inabili al servizio militare. I risultati ottenuti dalla protezione civile negli ultimi venti anni hanno tuttavia smentito questo modo di pensare. La disparità di trattamento a scapito della protezione civile emerge già durante la procedura di reclutamento.

Impianti di protezione: il numero di impianti di protezione deve essere ridotto a un quantitativo ragionevole e la manutenzione degli impianti adeguata di conseguenza. Per quanto possibile e necessario, gli impianti in esubero saranno convertiti in rifugi.

Negli articoli 66-70 manca tuttavia una chiara strategia da parte della Confederazione. Chie-