Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/88: Revisione della legge sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC) · 135 pagine
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partner della protezione della popolazione non sono chiari e andrebbero descritti più in dettaglio.
L’esercito, in quanto partner centrale della protezione della popolazione, dovrebbe figurare in una lettera aggiuntiva.
Capoverso 1 lettera d: le organizzazioni e le istituzioni designate con il termine «servizi tecnici» dovrebbero essere descritte più in dettaglio nel rapporto esplicativo. In particolare bisognerebbe chiarire se le imprese private (ad esempio i grandi distributori) appartengano a questa categoria e se possano essere considerate in futuro organizzazioni partner.
Capoverso 1 lettera e: si propone una formulazione più chiara che definisca i compiti centrali e le competenze chiave della protezione civile. L’ambito ricerca e salvataggio dalle macerie e i lavori di prevenzione devono essere ancorati nella legge. Inoltre, il capoverso non è in linea con l’articolo 27. Nell’articolo 27, per esempio, non si parla di salvataggio e nell’articolo 3 manca la protezione dei beni culturali. Sempre all’articolo 3 andrebbero menzionati i compiti generali della protezione civile, mentre l’articolo 27 manca di descrivere questi compiti in dettaglio. La lettera e andrebbe pertanto adeguata come segue: «la protection civile, pour protéger la population, sauver et assister les personnes en quête de protection, assurer l’aide à la conduite, protéger et sauver les biens culturels et appuyer les organisations partenaires» (la protezione civile incaricata di proteggere la popolazione, portare in salvo e assistere le persone in cerca di protezione, fornire aiuto alla condotta, proteggere e salvaguardare i beni culturali nonché sostenere le organizzazioni partner).
Capoverso 2 lettera c: il coinvolgimento delle ONG deve essere esposto meglio (profilo delle prestazioni, competenze, subordinazione durante gli interventi, ecc.). Inoltre si propone la seguente precisazione: «des organisations ou associations non gouvernementales» (organizzazioni o associazioni non governative).
PS
Manca qualsiasi chiarimento delle interfacce con il servizio civile, che potrebbe aumentare la resistenza dell’intero sistema. I militi della protezione civile e gli altri dispositivi d’intervento della protezione della popolazione vengono in genere dispiegati per qualche giorno o qualche settimana. In seguito, se necessario, i militi del servizio civile possono subentrare per qualche settimana o mese. Nell’articolo 3 bisogna fare riferimento al servizio civile come organizzazione partner della protezione della popolazione e precisare in un secondo tempo quali sono le interfacce a livello di ordinanza. La formulazione proposta si basa sugli articoli 2 e 4 della LSC. La LPPC va quindi integrata nel modo seguente:
Capoverso 1 lettera f (nuovo): «der Zivildienst zur Vorbeugung und Bewältigung von Katastrophen und Notlagen sowie Regeneration nach solchen Ereignissen, wo Ressourcen fehlen oder nicht ausreichen» (la protezione civile per la prevenzione e la gestione di catastrofi e situazioni d’emergenza nonché la rigenerazione in seguito a tali eventi, quando mancano le risorse o sono insufficienti).
È ormai dimostrato che servono militi del servizio civile per la «prevenzione e la gestione di catastrofi e situazioni d’emergenza nonché la rigenerazione in seguito a tali eventi». Ciò è stato confermato più volte negli ultimi anni dopo approfonditi accertamenti: cfr. risposta del Consiglio federale all’interpellanza 12.3933, rapporto del gruppo di studio sul sistema dell’obbligo di prestare servizio (raccomandazioni 6 e 11), Ausführungen Leiter Vollzugsstelle Zivildienst (ASMZ 08/2017).
Dalle cifre si capisce l’importanza che riveste il servizio civile nella capacità di resistenza (servizio civile: circa 1,7 milioni di giorni di servizio all’anno; esercito: 5,9 milioni; protezione civile: 0,33 milioni). Nel caso dell’esercito e della protezione civile si tratta perlopiù di corsi d’istruzione. Solo presso il servizio civile vengono forniti prevalentemente servizi di pubblica utilità. Sarebbe irresponsabile ignorare il potenziale del servizio civile in caso di catastrofe e situazione d’emergenza.
Unione delle città svizzere