Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/18: Codice di procedura civile (Miglioramento della praticabilità e dell'applicazione) · 101 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 51Fedlex · Rapporto esplicativo
riduzione di questo termine non entra in linea di conto132. Invece, nella procedura di prima istanza dovrebbe già risultare dal diritto vigente che, con l'eccezione dei provvedimenti cautelari, la procedura deve essere sospesa fino alla prestazione della cauzione133. Nei due casi, secondo il Consiglio federale occorre creare una chiara base legale in un nuovo secondo periodo dell'articolo 101 CPC secondo cui il giudice sospende provvisoriamente la notificazione della petizione o dell'atto di impugnazione alla controparte se questa ha già presentato una domanda di cauzione. Questa regolamentazione permetterà di eliminare le incertezze che caratterizzano il diritto vigente e di chiarire la legge nel senso della giurisprudenza del Tribunale federale. Inoltre precisa che una domanda di cauzione non può essere presentata in particolare durante il decorso di un termine di impugnazione, per evitare la riduzione del termine e, in fin dei conti, un'estensione di fatto del termine di impugnazione contraria al principio della parità delle armi.
Art. 106 cpv. 1, 1bis e 3
Secondo l'articolo 106 capoverso 1 CPC, il convenuto acquiescente è considerato soccombente ai fini della ripartizione delle spese e quindi le spese giudiziarie sono poste a suo carico. Questa normativa segue il principio classico del diritto processuale civile secondo cui le spese sono in generale ripartite a seconda della vittoria o della soccombenza134. In determinati casi, il giudice può derogare a questa regola secondo l'articolo 107 CPC e ripartire le spese giudiziarie secondo equità, segnatamente se una parte aveva in buona fede un motivo di agire in giudizio (lett. b) o se altre circostanze speciali fanno apparire iniqua una ripartizione secondo l’esito della procedura (lett. f).
Queste normative hanno avuto successo nella pratica. Secondo il Consiglio federale dovrebbero tuttavia essere completate in un punto: se il convenuto riconosce la pretesa dell'attore immediatamente dopo la proposizione dell'azione (senza che vi sia stata procedura di conciliazione) e non ha dapprima indotto la proposizione dell'azione con il suo comportamento, appare iniquo che le spese giudiziarie siano poste a carico del convenuto. Talora si suggerisce anche di applicare l'articolo 107 capoverso 1 lettera f CPC del diritto vigente135; ciò richiede tuttavia in ogni caso una decisione discrezionale del giudice. Il Consiglio federale ritiene che, nei casi citati in cui il convenuto sia confrontato con un'azione che non ha in alcun modo indotto e la riconosce immediatamente, occorre derogare sempre al principio della soccombenza e porre le spese giudiziarie a carico dell'attore che in questi casi ha causato le spese con il suo agire precipitoso. Per l'attore una tale norma costituisce quindi un importante incentivo a una composizione extraprocessuale della lite e sgrava pertanto la giustizia: induce l'attore almeno a informarsi, prima di proporre l'azione, se la controparte contesta la pretesa fatta valere o rifiuta di adempierla e se la pretesa è effettivamente litigiosa e occorre quindi rivolgersi al giudice. Indubbiamente in questi casi anche la problematica delle spese perde importanza (cfr. in proposito anche il
132 DTF 141 III 554 consid. 2.5.
133 Cfr. in proposito DTF 140 III 159 consid. 4.2.
134 Cfr. soltanto messaggio CPC, FF 2006 6667.
135 Cfr. p. es. DENIS TAPPY, Art. 106 N 31, in: CPC commenté, Basilea 2011.