Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/26: Secondo contributo della Svizzera a favore di certi Stati membri dell'UE · 43 pagine

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 semplificare la procedura di approvazione dei progetti senza tuttavia comprometterne la

qualità;

 redigere linee guida più chiare e snellire il sistema di reporting a livello di progetti;

 rafforzare l’attività di comunicazione nei Paesi partner.

Queste raccomandazioni sono tenute in considerazione nella preparazione e nell’attuazione del secondo contributo della Svizzera.

2. Proposta del Consiglio federale

Il Consiglio federale intende chiedere alle Camere federali la concessione di un secondo contributo della Svizzera a favore di alcuni Stati membri dell’UE per un importo totale di 1302 milioni di franchi. L’ammontare corrisponde a quello del contributo all’allargamento attualmente in corso. Il contributo consisterà in un credito quadro «coesione» (CHF 1046,9 milioni) e in un credito quadro «migrazione» (CHF 190 milioni) a cui si aggiungono le spese proprie dell’Amministrazione federale (CHF 65,1 milioni). Il contributo svizzero, in media di 130 milioni di franchi all’anno, rappresenta circa lo 0,35 per cento dei fondi per la coesione versati dall’UE ai Paesi dell’UE-13 e circa un terzo dell’importo stanziato dalla Norvegia a sostegno della politica di coesione dell’UE per il periodo 2014-2021 (cfr. all. 4).

Il Consiglio federale vuole sottoporre al Parlamento un messaggio per il finanziamento di un secondo contributo della Svizzera ad alcuni Stati UE consistente in un credito quadro di 1046,9 milioni di franchi per ridurre le disparità economiche e sociali all’interno dell’UE (credito quadro «coesione») e in un credito quadro di 190 milioni di franchi per sostenere misure nell’ambito della migrazione (credito quadro «migrazione»).

2.1. Obiettivi del secondo contributo

a. Temi prioritari

La coesione economica e sociale nei Paesi europei vicini è un obiettivo che interessa direttamente la Svizzera. Per garantire la propria prosperità a lungo termine, la Svizzera ha bisogno di un contesto economico e politico stabile e florido in Europa.

Con un secondo contributo della Svizzera, il Consiglio federale vuole continuare a contribuire

alla riduzione delle disparità economiche e sociali nell’UE. La coesione in Europa deve

ancora affrontare sfide notevoli, in parte nuove. A causa della crisi economico-finanziaria scoppiata nel 2008 le fratture economiche in Europa si sono aggravate e dal 2015 molti Stati membri dell’UE sono stati messi a dura prova dal forte aumento di movimenti migratori disegualmente distribuiti. Questi sviluppi comportano rischi anche per la Svizzera, che stanziando un secondo contributo intende contrastarli.

L’integrazione dei Paesi UE-13 nell’UE e, di riflesso, la riduzione delle disparità economiche e sociali e il rafforzamento della coesione all’interno dell’Unione sono un processo a lungo termine che l’UE e gli Stati AELS/SEE continuano a sostenere con ingenti fondi. Il contributo svizzero si prefigge di rafforzare lo sviluppo economico nei Paesi partner e di migliorare le prospettive locali. In quest’ottica, il Consiglio federale intende adoperarsi in particolare nel settore prioritario della formazione professionale allo scopo di migliorare la preparazione di forza lavoro qualificata e ridurre la disoccupazione giovanile nei Paesi partner. Uno sviluppo economico positivo nell’UE-13 è vantaggioso anche per la Svizzera, che grazie agli accordi bilaterali con l’UE gode di un accesso su misura al mercato interno dell’UE. Dal canto suo, l’UE si aspetta che la Svizzera partecipi in maniera adeguata alla ripartizione degli oneri legati