Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/26: Secondo contributo della Svizzera a favore di certi Stati membri dell'UE · 43 pagine
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L’esempio della Lettonia: a causa della crisi economico-finanziaria, nel 2009 l’economia lettone ha registrato una contrazione del 18 per cento e il tasso di disoccupazione nazionale ha avuto un’impennata sfiorando il 20 per cento nel 2010. Il programma di microcredito del contributo all’allargamento ha agevolato l’accesso al credito per le piccole imprese e i lavoratori indipendenti. Attraverso la concessione di oltre 1050 microcrediti sono stati creati o mantenuti circa 2600 posti di lavoro. Il 97,6 per cento dei prestiti è stato rimborsato. Dalla conclusione del progetto nel gennaio del 2015 il fondo è gestito da ALTUM, la competente banca di sviluppo lettone. Grazie ai programmi di finanziamento delle PMI in altri quattro Paesi partner sono stati creati circa 4400 posti di lavoro.
Il contributo all’allargamento punta a soluzioni sostenibili e di rilevanza sistemica.
L’esempio della Polonia: la Polonia era uno dei Paesi più pericolosi d’Europa in materia di circolazione stradale. Grazie alla collaborazione con esperti dei trasporti svizzeri sono state intensificate le misure preventive ed è stato possibile risanare l’infrastruttura stradale in punti pericolosi per la circolazione. La cooperazione con le autorità di polizia è stata potenziata con un lavoro di persuasione politica che è sfociato in una nuova legislazione e in un miglioramento della sicurezza stradale. Sono stati inaspriti controlli e multe, promosse misure di riduzione del traffico e gettate le basi per garantire l’assistenza alle vittime. Grazie anche a queste misure, il numero di incidenti stradali e di decessi è in calo da diversi anni.
Il contributo all’allargamento integra gli sforzi di coesione dell’UE.
L’esempio della Slovacchia: aderendo all’UE la Slovacchia ha dovuto conformarsi alle direttive UE sulla gestione delle acque reflue. Molte case non erano ancora allacciate a sistemi fognari. La politica di coesione dell’UE sosteneva i comuni medio-grandi e grandi nella gestione delle acque reflue, ma non le numerose piccole comunità. Qui è intervenuto il contributo all’allargamento, che ha aiutato otto piccoli comuni a costruire o ampliare le reti fognarie e gli impianti di depurazione delle acque. Oggi più dell’85 per cento degli abitanti degli otto comuni sostenuti è allacciato all’impianto fognario (oltre 10 000 persone in circa 3400 nuclei familiari) e fruisce di migliori servizi e condizioni ambientali, vedendo inoltre ridotti i rischi per la salute.
Il contributo all’allargamento punta sulla continuità contribuendo così in modo decisivo allo sviluppo di settori chiave nei Paesi partner.
L’esempio della Lituania: grazie al sostegno svizzero, le condizioni per neonati e madri sono notevolmente migliorate in Lituania. La mortalità neonatale è scesa da una media di 16,5 decessi ogni 1000 nati nel 1992 a 3,9 nel 2014, dato che corrisponde al tasso di mortalità neonatale in Svizzera. Già negli anni 1990 la Svizzera aveva finanziato l’acquisto di attrezzature mediche per alcuni reparti di maternità lituani. Nel quadro del contributo all’allargamento 27 ospedali sono stati equipaggiati con moderne apparecchiature mediche e sono stati formati oltre 2300 infermieri. 24 ospedali sono stati risanati in termini di efficienza energetica e parte dei loro consumi sono stati coperti con fonti rinnovabili.
Il contributo all’allargamento sostiene l’integrazione di minoranze e persone socialmente svantaggiate e promuove il dialogo con le autorità locali.
L’esempio della Romania: la maggioranza delle comunità Rom in Romania vive in povertà e in condizioni abitative e di vita molto precarie. Lo scarso livello di istruzione e il precario stato di salute sono cause di disoccupazione. Grazie al contributo all’allargamento si è investito in ore di lezione supplementari, custodia parascolastica e istruzione prescolare ed è stato così possibile integrare circa 6400 bambini nel sistema scolastico. Sono stati migliorati l’accesso alle prestazioni sanitarie e la collaborazione tra i gruppi d’iniziativa delle comunità Rom e i rappresentanti dei comuni.