Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/69: Diritto d'esecuzione concernente la legge federale del 30 settembre 2016 sulle professioni sanitarie (LPSan) (ordinanza sulle competenze LPSan, ordinanza sul riconoscimento delle professioni sanitarie, ordinanza sul registro LPSan); revisioni parziali dell'ordinanza sulle professioni mediche, dell'ordinanza sul registro LPMed, dell'ordinanza sulle professioni psicologiche e dell'ordinanza sul registro LPPsi · 81 pagine

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Swiss Orthoptics osserva che i 9 punti ECTS sulle malattie oculari non sono sufficienti per valutare i disturbi e i sintomi oggettivi dell’apparato visivo, interpretare lo stato oculare e riconoscere le correlazioni con patologie sistemiche. La prima persona di contatto dovrebbe essere un oftalmologo o un medico.

AOVS chiede invece il seguente adeguamento: «[…] fornire consulenza ed eventualmente assistenza in qualità di possibile prima persona di contatto a persone in cura con disturbi, sintomi oggettivi o bisogni specifici nell’ambito dell’apparato visivo». FHNW propone la seguente riformulazione del rapporto esplicativo: «coloro che hanno concluso un bachelor in optometria assumono il ruolo di persona di primo contatto per coloro che presentano problemi oculari o della vista. In base ai disturbi e ai bisogni, sono in grado di fornire consulenza a persone in cura che necessitano o meno di mezzi ausiliari per la vista e, a seconda dei disturbi o delle necessità e dei sintomi oggettivi dell’apparato visivo, adottare i provvedimenti necessari.»

AOVS constata che nel rapporto esplicativo figura che l’optometrista deve essere la prima persona di contatto, mentre nell’ordinanza si dice che l’optometrista funge da prima persona di contatto. Secondo AOVS, l’ordinanza stabilisce correttamente che gli optometristi possono essere «una» delle prime persone di contatto per le persone con problemi oculari o della vista, accanto agli «ottici diplomati SSS» secondo il diritto anteriore, ai titolari di eventuali futuri nuovi titoli di studio a livello terziario e agli oftalmologi. Se con la formulazione del rapporto esplicativo si negasse l’esistenza di altre prime persone di contatto (oltre agli optometristi), cosa contraria al sistema per principio, AOVS si oppone categoricamente e chiede una correzione del rapporto esplicativo.

Per quanto riguarda la formulazione nel rapporto Swiss Orthoptics ritiene che l’espressione «problemi oculari» sia troppo generica e andrebbe precisata con degli esempi (come la diplopìa, le oscillopsie o le miodesopsie).

Lettera c

Swiss Orthoptics fa notare anche qui che i 9 punti ECTS sulle malattie oculari non sono sufficienti per valutare i disturbi e i sintomi oggettivi dell’apparato visivo, interpretare lo stato oculare e riconoscere le correlazioni con patologie sistemiche.

Lettera d

Facendo riferimento al rapporto esplicativo, il Cantone JU sottolinea che, ai fini del trattamento di patologie sistemiche, l’ottico dovrebbe indirizzare la persona allo specialista competente. Propone quindi di riformulare il testo come segue: «informano in maniera generale i pazienti sulle patologie sistemiche e, all’occorrenza, li indirizzano a uno specialista.»

FHNW propone la seguente riformulazione del rapporto esplicativo: «gli optometristi sono in grado di capire le correlazioni tra le patologie sistemiche e la salute oculare e di riconoscere se le alterazioni dell’occhio siano riconducibili a tali patologie, come per esempio il diabete mellito. In questi casi, informano i pazienti dei possibili sviluppi e illustrano le opzioni di trattamento.»

SOG vorrebbe stralciare l’intera lettera, poiché il ciclo di studio in optometria non può coprire l’intero ventaglio di patologie sistemiche e le conoscenze sulle opzioni di trattamento medico necessarie per valutare malattie oculari di origine sistemica, come per esempio il diabete mellito. L’informazione sui possibili sviluppi e le opzioni di trattamento rientra quindi esclusivamente tra i compiti dell’oftalmologo.

Swiss Orthoptics fa notare anche qui che i 9 punti ECTS sulle malattie oculari non sono sufficienti per valutare i disturbi e i sintomi oggettivi dell’apparato visivo, interpretare lo stato oculare e riconoscere le correlazioni con patologie sistemiche. Per quanto riguarda il rapporto esplicativo, Swiss Orthoptics osserva che il riconoscimento del diabete mellito sulla base di un esame oculare è possibile solo quando la malattia è già molto avanzata. La prima diagnosi del diabete mellito deve quindi essere formulata da un medico generico o da un internista. Swiss Orthoptics intravede un rischio per il benessere del paziente.

Lettera e

Alla lettera e, SBAO, M. Kündig e K. Tsiounis fanno notare che, ai fini dell’assistenza, è essenziale che gli optometristi possano procedere a una selezione anche impiegando mezzi diagnostici. Si tratta di una soluzione più economica, a vantaggio del singolo e dell’assicurazione obbligatoria delle cure medicosanitarie. Essa sgraverebbe inoltre gli oftalmologi di consultazioni inutili.

Alla lettera e, AOVS chiede di vietare, per proteggere la salute del paziente, l’uso di midriatici topici da