Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/70: Revisione della legge sull'approvvigionamento elettrico (apertura completa del mercato elettrico, riserva di stoccaggio e modernizzazione della regolazione della rete) · 99 pagine
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9 LEne). Le garanzie, non liberamente negoziabili, degli impianti partecipanti al sistema d’immissione di elettricità, come già ora (cfr. art. 4 cpv. 5 dell’ordinanza sull’energia del 1° novembre 201741[OEn]) vengono ripartite in eguale misura fra tutti i consumatori finali e la quota minima richiesta è computata conseguentemente. I gestori della rete di distribuzione sono liberi di offrire nel servizio universale anche prodotti elettrici alternativi. Tuttavia, a meno che il consumatore finale non abbia espressamente optato per un altro prodotto, il servizio universale si basa sul prodotto standard.
Secondo il capoverso 3 primo periodo le tariffe dell’energia elettrica del servizio universale devono continuare a basarsi sul profilo di consumo, al fine di escludere un vantaggio o uno svantaggio intenzionale per i consumatori finali in regime di consumo proprio. Il secondo periodo si distacca dalla precedente norma relativa ai costi di produzione: viene di conseguenza eliminato l’obbligo di tenere una contabilità per unità finali di imputazione. Ora le tariffe dell’energia elettrica sono considerate adeguate se rientrano nel quadro dei prezzi di mercato di prodotti elettrici comparabili (i cosiddetti prezzi di mercato comparativi), ossia in particolare dei prezzi per i consumatori finali nel corrispondente segmento di clienti. Anche i prezzi all’ingrosso possono offrire dei punti di riferimento. Per quanto riguarda l’adeguatezza delle tariffe, ai gestori della rete di distribuzione sono concesse determinate tolleranze: dovendo stabilire le tariffe in anticipo e non potendo prevedere con certezza l’andamento dei prezzi di mercato, essi devono disporre di un determinato margine di manovra. Nella verifica delle tariffe quindi la ElCom può considerare delle fasce di tolleranza. Per quanto riguarda la comparabilità tra i diversi prodotti elettrici, occorre considerare in particolare la qualità ecologica e l’origine geografica delle garanzie di origine da registrare con la fornitura di elettricità ai consumatori finali, come pure, se del caso, altri criteri quali le modalità di pagamento, le diverse categorie di consumo e la dispersione dei prezzi nel servizio universale. Abolendo la regolazione basata sui costi di produzione non emergono più differenze annuali nella copertura. Tuttavia nei successivi anni tariffari sarà necessario restituire secondo la prassi attuale un indennizzo impropriamente percepito (in futuro ciò presuppone una corrispondente decisione da parte della ElCom) attraverso adeguate riduzioni delle tariffe dell’energia elettrica. Diversamente la ElCom, sulla base dell’articolo 22 capoverso 2 lettera b, dispone una diminuzione delle tariffe dell’energia elettrica. In via transitoria, le differenze di copertura negative o positive accumulate fino all’entrata in vigore della legge possono o devono essere compensate nelle tariffe.
In base al capoverso 4 lettera a il Consiglio federale stabilisce le modalità per la determinazione dei prezzi di mercato comparativi e di conseguenza può prevedere ad esempio che anche i prezzi di mercato esteri fungano da metro di paragone. Ciò potrebbe risultare rilevante soprattutto nella fase iniziale, nel caso in cui a livello nazionale gli indici rappresentativi disponibili non siano sufficienti per determinare i prezzi rilevanti. Per quanto concerne la quota minima di energia rinnovabile del prodotto elettrico standard – da stabilire conformemente alla lettera b – si prevede che aumenti progressivamente in parallelo al raggiungimento degli obiettivi per l’incremento della produzione di elettricità generata a partire da energie rinnovabili (art. 2 LEne), con la possibilità di raggiungere il 100 per cento.