Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/79: Politica agricola a partire dal 2022 · 160 pagine

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Questo strumento è già utilizzato in vari paesi europei, come Svezia, Norvegia, Danimarca e Francia, sotto svariate forme. In uno studio commissionato dall’Ufficio federale dell’agricoltura, il Politecnico federale di Zurigo ritiene che anche in Svizzera una tassa di questo tipo possa avere un impatto sulla rinuncia e sull’impiego differenziato dei prodotti fitosanitari. Questo studio dimostra in modo esemplare come la tassa possa influenzare gli agricoltori nella scelta dei prodotti fitosanitari. L’esperienza di questi Paesi europei conferma l’efficacia della tassa, anche se i dati attualmente disponibili suggeriscono un impatto mediamente solo limitato.

Tuttavia, l’elaborazione e l’attuazione di una tassa d’incentivazione pone sfide notevoli. Affinché questo strumento abbia un effetto mirato, sono necessarie numerose alternative, da un lato per consentire la sostituzione con prodotti meno rischiosi e, dall’altro, per classificare tali alternative vagliando i diversi rischi per le persone e per l’ambiente. Pertanto, un sistema di prelievi differenziati richiede obiettivi ponderati quali, per esempio, la protezione delle persone o delle acque. Solo se è chiaro come tali obiettivi sono relazionati e ponderati è possibile fissare i prelievi sui singoli prodotti a un livello tale da rendere lo strumento un incentivo ottimale.

È inoltre necessario creare un sistema per l’amministrazione delle entrate. Siccome per ora non esiste una struttura per la riscossione di tali tasse, occorre crearne una e mantenerla con un dispendio elevato.

Dopo aver soppesato i vantaggi e gli svantaggi si è deciso di abbandonare l’idea della tassa d’incentivazione, poiché vi sono altri strumenti altrettanto validi o più adeguati.

La limitazione dell’uso di prodotti a rischio elevato per l’ambiente nel quadro della PER consente di raggiungere lo stesso obiettivo di una tassa d’incentivazione, vale a dire la riduzione dell’uso di tali prodotti. La soluzione PER ha il vantaggio di tener conto della mancanza di alternative per la protezione di alcune colture che sono di scarso interesse per lo sviluppo di nuove soluzioni.

3.1.3.3 Contributi per la sicurezza dell’approvvigionamento e per il paesaggio rurale

Regolamentazione attuale e necessità d’intervento

Per garantire l’approvvigionamento della popolazione con derrate alimentari si versano contributi per la sicurezza dell’approvvigionamento. Ne esistono tre tipi: il contributo di base, quello per le difficoltà di produzione e il contributo per la superficie coltiva aperta e per le colture perenni. Il contributo di base ha un importo fisso di 900 franchi per ettaro. Per le superfici permanentemente inerbite gestite come superfici per la promozione della biodiversità si versa un contributo ridotto di 450 franchi per ettaro. Per i maggesi non sono previsti contributi per la sicurezza dell’approvvigionamento. Il contributo per le difficoltà di produzione compensa gli svantaggi climatici ed è versato per tutte le superfici nelle regioni collinare e di montagna. Con il contributo per la superficie coltiva aperta e per le colture perenni, si promuovono in particolare queste superfici e il loro utilizzo. Affinché sia possibile versare contributi per la sicurezza dell’approvvigionamento a favore delle superfici permanentemente inerbite, nell’azienda dev’essere raggiunta una densità minima di animali che consumano foraggio grezzo.

Agroscope ha analizzato la concezione e l’effetto dei contributi sulla sicurezza dell’approvvigionamento nell’ambito di una valutazione. Sono state individuate varie possibilità di miglioramento, che saranno proposte per l’attuazione nell’ambito della PA22+. Per esempio, gli obiettivi andrebbero definiti più chiaramente e resi operativi. La struttura dei contributi per la sicurezza dell’approvvigionamento va ottimizzata e si devono verificare disposizioni quali la densità minima di animali o la graduazione dell’importo dei contributi in funzione della superficie aziendale e dell’intensità sulla superficie inerbita.

Per la preservazione dell’apertura del paesaggio sono versati contributi per il paesaggio rurale, che prevedono un contributo per la preservazione dell’apertura del paesaggio, un contributo di declività, un contributo per le zone in forte pendenza, un contributo di alpeggio e un contributo d’estivazione. Con il contributo per la preservazione dell’apertura del paesaggio, graduato in funzione della zona e versato per le regioni collinare e di montagna, si vuole evitare che le superfici siano ricoperte da arbusti o bosco. Il contributo di declività, quello per le zone in forte pendenza e quello di declività per i vigneti promuovono la gestione delle superfici in zone declive particolarmente minacciate dall’avanzamento del bosco. Per