Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/80: Modifica della legge sulla sorveglianza degli assicuratori · 68 pagine

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Rapporto esplicativo concernente la modifica della LSA

mercato che, inoltre, è l’unica a mostrare quanto la copertura del capitale di un’impresa di assicurazione la renda distante dallo stato di insolvenza. Ciò non sarebbe possibile con un bilancio di solvibilità dove sono iscritti, invece, valori livellati nel tempo o gli attivi ai loro costi di acquisto, quindi contenente riserve occulte e oneri non palesi.

Per diversi beni patrimoniali non esiste un mercato, pertanto i dati di mercato non consentono di risalire al loro valore di mercato. Gli immobili ne sono un esempio: nonostante l’esistenza di un mercato immobiliare, un immobile non viene scambiato regolarmente, pertanto il suo valore di mercato deve essere stimato. Lo stesso dicasi per gli impegni attuariali. Per questo motivo anche il valore conforme al mercato di tali impegni è stimato in base al valore che due attori indipendenti, propensi e liberi sarebbero disposti a scambiarsi’. Oggi l’OS sancisce che, per il calcolo di questo valore di stima, devono essere matematicamente costituite due componenti. La prima corrisponde al valore temporale dei flussi di cassa futuri derivanti da un impegno (best estimate), la seconda è l’importo minimo che rappresenta il prezzo del rischio e, quindi, del fattore di incertezza collegato al flusso di cassa futuro. L’approccio del bilancio globale implica la necessità di considerare tutti gli attivi e gli impegni, a prescindere dal fatto che contabilmente siano o meno registrati a bilancio. Fanno eccezione soltanto le posizioni che, a causa del loro valore insignificante, possono essere trascurate senza perdere di precisione.

Se, invece, il calcolo si fondasse sulla base economica, sarebbero possibili non solo una valutazione conforme al mercato, ma anche altri metodi, ad esempio una valutazione del prezzo di costo per gli attivi e uno sconto maggiore per gli impegni. In tal modo sarebbe messa a repentaglio l’equivalenza con la direttiva Solvibilità II, le cui prescrizioni verrebbero ampiamente disattese. Non si esclude che l’UE dovrebbe addirittura revocare il riconoscimento dell’equivalenza, che non sussisterebbe più.

Cpv. 2

Il capitale sopportante i rischi corrisponde ai fondi dell’impresa di assicurazione in grado di assorbire le perdite. Nell’OS il Consiglio federale ha stabilito che è dato dalla somma del capitale di base e del capitale complementare (cfr. artt. 47–49 OS).

Cpv. 3 e 4

Nel capitale previsto sono quantificati i rischi ai quali l’impresa di assicurazione è esposta. Tra questi rientrano i rischi assicurativi, di mercato e di credito e, in casi giustificati, altri rischi rilevanti. Le variazioni di valore degli attivi e del capitale di terzi devono essere considerate complessivamente (cfr. art. 41 OS). Ciò significa che i rischi degli attivi e i rischi degli impegni non devono contribuire al capitale previsto gli uni separatamente dagli altri, bensì è rilevante piuttosto il rischio complessivo degli attivi e degli impegni. In tal modo si tiene conto del fatto che le variazioni di valore degli attivi e degli impegni possono neutralizzarsi parzialmente o totalmente, di conseguenza il rischio complessivo può essere considerato inferiore alla somma delle parti e il capitale occorrente è minore di quello che sarebbe necessario se i rischi dovessero essere assunti separatamente. Lo dimostra chiaramente l’esempio dei rischi legati al tasso d’interesse e di cambio: se gli impegni sono denominati nella stessa valuta estera e diventano esigibili nello stesso momento dei corrispondenti attivi