Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/80: Modifica della legge sulla sorveglianza degli assicuratori · 68 pagine
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Rapporto esplicativo concernente la modifica della LSA
Inoltre, l’intento della LCA è applicare in modo mirato le disposizioni cautelari del diritto in materia di contratti assicurativi. D’altro canto, la LSA garantisce la protezione degli assicurati contro i rischi di insolvenza delle imprese di assicurazione e contro gli abusi. Ciò non significa che le imprese di assicurazione operanti con controparti professioniste sono integralmente escluse dalla sorveglianza, ma esiste un certo margine per concedere agevolazioni specifiche. Questo modello presuppone che, in molti ambiti, nei contratti con controparti professioniste sia necessario un livello di protezione inferiore secondo il diritto in materia di sorveglianza rispetto a quanto avviene nei contratti riguardanti operazioni su larga scala con consumatori o clienti commerciali. L’esperienza insegna che almeno determinate controparti professioniste sono in grado di proteggersi efficacemente nel mercato assicurativo.
Per quanto sia auspicabile una certa armonizzazione tra la LCA e la LSA, peraltro sancita con l’articolo 30a capoverso 2, nella LSA si giustifica una norma più specifica rispetto alla LCA, tanto più che, secondo il campo d’applicazione della LSA, in base alle conoscenze di cui dispone la controparte professionista può stimare la propria controparte dal punto di vista dei rischi (rischio di credito ecc.). Di conseguenza, la controparte professionista deve disporre di una gestione professionale dei rischi. Questa prospettiva del rischio non è insita in pari misura nella LCA, che disciplina la relazione contrattuale tra le parti. Nella LCA tale prospettiva si dovrebbe poter limitare in primo luogo ai rischi operativi e, in particolare, a quelli giuridici.
In Parlamento è in corso il dibattito sul progetto di revisione parziale della LCA. Appare opportuno che la nozione di stipulanti professionisti coincida almeno parzialmente. I futuri lavori sulle due leggi dovranno considerare questo aspetto.
È inoltre fondamentale che le esigenze siano ridotte solo per quanto riguarda l’attività con le controparti professioniste, come precisato nel capoverso 3. Alle rimanenti attività si applicano le prescrizioni più severe. Vige anche il principio secondo cui l’ambito istituzionale è determinato dall’attività con il massimo livello di protezione (attività con controparti non professioniste), ad esempio in riferimento agli strumenti generali di sorveglianza.
Al capoverso 4 è poi precisato che le eccezioni di cui al capoverso 1 non si applicano se dai contratti d’assicurazione conclusi con stipulanti professionisti potrebbero sorgere pretese derivanti da assicurazioni obbligatorie in favore di non professionisti. Qui ci si riferisce segnatamente ai diritti legali o contrattuali derivanti dai contratti collettivi o alle assicurazioni di responsabilità civile (si menzioni in particolare il diritto all’azione diretta della parte lesa contro gli assicuratori dei veicoli a motore conformemente all’articolo 65 della legge del 19 dicembre 195817 sulla circolazione stradale, LCStr). In linea di principio, ai non professionisti aventi diritto a far valere pretese su questi contratti spetta la stessa protezione assicurativa (ad es. con il patrimonio vincolato) degli stipulanti non professionisti, tuttavia solo nei limiti delle assicurazioni obbligatorie. In ogni caso, deve essere inoltre costituito un patrimonio vincolato nell’assicurazione di tutti i rischi della previdenza professionale.
17 RS 741.01