Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/24: Modifica dell'ordinanza concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 13 pagine
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assumere un ulteriore rilievo. Gli esperti di caffè di Réservesuisse dubitano fortemente della sicurezza dell’approvvigionamento postulata nel rapporto esplicativo. Per il caffè dipendiamo completamente dall’estero. Inoltre, le scorte libere nei Paesi d’origine hanno subito un forte calo a causa dell’aumento del consumo mondiale (circa 7,6 mesi nel 1990; poco meno di 2,3 mesi nel 2017). I cambiamenti climatici potrebbero influenzare in futuro l’offerta di caffè, in quanto le coltivazioni saranno più gravemente colpite da danni ambientali come la siccità e le infestazioni di parassiti. Secondo la cooperativa Réservesuisse, gli obiettivi dell’approvvigionamento economico del paese sono la sicurezza e la disponibilità di beni vitali indispensabili al funzionamento di un’economia e di una società moderne. Ritiene inoltre che il caffè, per le sue caratteristiche specifiche, sia un prodotto di vitale importanza e che debba continuare a essere conservato nelle scorte obbligatorie. Le scorte obbligatorie di caffè, efficaci da decenni, devono essere mantenute perché rappresentano anche una situazione vantaggiosa per tutti, basata sul partenariato. Da un lato, riducono la dipendenza dell’economia dall’estero e, dall’altro, aumentano la sicurezza dell’approvvigionamento dell’intero Paese senza costi aggiuntivi per le casse federali.
Réservesuisse concorda con il passaggio dall’imposta all’importazione al contributo alla prima immissione in commercio per il riso. Non ritiene invece necessario abolire il permesso generale d’importazione del riso. Gli obblighi della Svizzera in virtù del diritto internazionale non mettono in discussione il permesso generale d’importazione. A suo avviso, l’abolizione comporta il rischio di disparità di trattamento tra gli importatori che dispongono di scorte obbligatorie e quelli che non ne dispongono. Mediante il permesso generale d’importazione, Réservesuisse può garantire che tutti gli importatori forniscano le stesse prestazioni finanziarie al fondo di garanzia del riso, indipendentemente dal fatto che detengano o meno una scorta obbligatoria. Il sistema del permesso generale d’importazione si dimostra valido da decenni, non solo per Réservesuisse, ma anche per Carbura. La modifica proposta non è necessaria e provoca una disparità di trattamento tra gli importatori di riso. Per questo motivo, Réservesuisse si oppone fermamente all’abolizione del permesso generale d’importazione.
Il Konsumentenforum è fermamente convinto che le scorte obbligatorie di caffè siano necessarie e vadano mantenute. Motiva la sua posizione come segue: il caffè ci accompagna per tutta la giornata. Gli svizzeri sono bevitori di caffè di prim’ordine, quasi campioni mondiali di consumo pro capite. Questo dimostra la rilevanza del caffè per la popolazione; molti consumatori lo considerano di importanza vitale. Se si considera il significato originario delle scorte obbligatorie, può sorgere l’impressione che non siano più necessarie. Siamo nella posizione privilegiata di poter vivere in un’Europa sicura. In Svizzera siamo stati risparmiati per secoli dalle guerre convenzionali, per decenni dalla carenza di cibo. Il nostro Paese è integrato nella rete commerciale mondiale e, grazie alla sua ricchezza, può accedere a ogni tipo di bene. Ma le catastrofi naturali, le epidemie e il bioterrorismo non si fermano ai confini dell’Europa né della Svizzera I problemi economici, le perturbazioni del mercato e altre difficoltà costituiscono ora il punto focale dell’approvvigionamento economico. Complicazioni tecniche e logistiche o raccolti insufficienti nei Paesi produttori possono influenzare in qualsiasi momento l’approvvigionamento in prodotti alimentari di base. In quanto Paese piccolo, la Svizzera dipende dalle importazioni di materie prime. Le conseguenze delle interruzioni dell’approvvigionamento possono essere compensate con le scorte obbligatorie. Lo stoccaggio costa molto alle imprese, per questo alcune hanno deciso di ridurre al minimo le proprie scorte e di utilizzare, se necessario, le scorte obbligatorie.
Swiss granum si era già espressa – nel maggio del 2013, nell’ambito della revisione totale della legge sull’approvvigionamento del Paese – chiaramente a favore del finanziamento delle scorte obbligatorie per le derrate alimentari, gli alimenti per animali, gli agenti terapeutici, le sementi e il materiale vegetale tramite fondi di garanzia e, di conseguenza, a favore del mantenimento del permesso generale d’importazione. L’intero settore aveva respinto categoricamente e con veemenza il sistema di finanziamento delle scorte obbligatorie da parte di chi immette per la prima volta in commercio un