Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/24: Modifica dell'ordinanza concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 13 pagine
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svizzeri ed esteri non sia stata già rimossa nel 2016 in occasione della revisione della legge sull’approvvigionamento del Paese.
L’UDC esprime anche un’aspettativa generale riguardo all’approvvigionamento economico del Paese. Rileva che, a suo avviso, le scorte obbligatorie sono state eccessivamente ridotte dopo la Guerra fredda. Era stato ipotizzato che l’approvvigionamento nazionale avrebbe dovuto fare i conti solo con interruzioni minori dell’approvvigionamento, risolvibili nel giro di settimane o mesi. Questi assunti della politica di sicurezza sono tuttavia troppo ottimistici e potrebbero avere conseguenze devastanti, soprattutto per uno Stato di piccole dimensioni. Le grandi potenze ricorrono sempre più spesso a mezzi di pressione economica per far valere i propri interessi. L’UDC si aspetta quindi che l’approvvigionamento economico del Paese riconosca i segni dei tempi e potenzi di nuovo le sue capacità.
4.4. Associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna
L’Associazione dei Comuni svizzeri e l’Unione delle città svizzere non formulano osservazioni esplicite durante il processo di consultazione sulla modifica dell’ordinanza concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali.
4.5. Associazioni mantello nazionali dell’economia
Delle associazioni mantello nazionali dell’economia interpellate, hanno preso posizione l’Unione svizzera degli imprenditori, l’Unione svizzera dei contadini (USC) e l’Unione svizzera delle arti e mestieri (usam).
L’Unione svizzera degli imprenditori rinuncia alla facoltà di esprimere il suo parere per via della sua condivisione del dossier con economiesuisse, la quale non ha presentato osservazioni.
Per l’Unione svizzera dei contadini (USC) è molto importante garantire l’approvvigionamento nazionale attraverso scorte obbligatorie per l’agricoltura, anche in vista della stabilità dei mercati. La proposta di abolire le scorte obbligatorie di caffè non incide sull’agricoltura svizzera perché non esiste una produzione interna. Tuttavia, non condivide le argomentazioni relative allo scarso rischio di penuria di caffè, pertanto è critica nei confonti dell’abolizione delle scorte obbligatorie e si oppone a questa proposta.
Per quanto riguarda il finanziamento delle scorte obbligatorie di riso, l’USC ritiene che la presente proposta sia incompatibile con la legge sull’approvvigionamento del Paese, secondo la quale non possono essere riscossi contributi sulla prima immissione in commercio né altri oneri sulle derrate alimentari e sugli alimenti per animali di produzione nazionale. La legge non consente espressamente alcun tributo su generi alimentari e alimenti per animali prodotti in Svizzera. L’USC ritiene pertanto che i beni prodotti nel nostro Paese – in questo caso il riso – non possono essere utilizzati per finanziare le scorte obbligatorie. Inoltre, deve essere mantenuto l’obbligo del permesso generale d’importazione. L’USC propone in particolare i seguenti adeguamenti all’avamprogetto di ordinanza:
Art. 10 cpv. 1 lett. c: (l’ultima parte della lettera c viene cancellata)
1 Sottostà all’obbligo di costituire scorte chi:
c. importa il riso menzionato nell’allegato 3 numero 1 o, in veste di trasformatore, lo immette in commercio per la prima volta sul territorio svizzero.
Art. 11 cpv. 2bis(cancellazione del capoverso dal tenore seguente):