Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/24: Modifica dell'ordinanza concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 13 pagine
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ricondotte principalmente a un’esigenza psicologica. La questione decisiva è quindi in che misura queste ragioni psicologiche non sono più valide oggi, e non tanto se si possa fare a meno del caffè per ragioni nutrizionali. Secondo il Cantone, la questione dell’importanza psicologica del caffè nell’affrontare le situazioni di crisi può tuttavia rimanere aperta se è vero che la situazione dell’offerta di caffè è notevolmente migliorata rispetto al passato, come indicato nel rapporto sulla modifica dell’ordinanza. Il Cantone di San Gallo accetta pertanto l’abolizione delle scorte obbligatorie di caffè, fatta salva l’osservazione precedente.
Il Cantone di Turgovia è stupito che, per quanto riguarda la nuova regolamentazione relativa alle scorte obbligatorie di riso, le basi giuridiche esistenti debbano essere adeguate al diritto internazionale, anche se è interessata solo un’impresa con una quota di mercato inferiore all’1%. Rileva inoltre che la coltivazione del riso in Svizzera continuerà ad essere possibile solo nelle regioni più idonee e svolgerà sempre un ruolo secondario sia in termini di superficie che di sicurezza alimentare della popolazione. Si chiede inoltre se le considerazioni di politica commerciale e gli obblighi derivanti dal diritto internazionale rendano obbligatoria l’abolizione del permesso generale d’importazione per il riso, tanto più che l’importazione di altre merci soggette all’obbligo di costituire scorte obbligatorie, come lo zucchero e i cereali, sarebbe e continuerà ad essere soggetta a tale obbligo. Il Cantone di Turgovia ritiene che il passaggio al sistema della prima immissione sul mercato, che eliminerebbe la disparità di trattamento, sarebbe attuabile anche senza l’abolizione del permesso generale d’importazione.
4.3. Partiti politici
Dei partiti interpellati, hanno espresso il loro parere il PS e l’UDC.
Secondo l’UDC è giusto che l’attuale sistema delle scorte obbligatorie venga costantemente esaminato e che le basi giuridiche per l’approvvigionamento nazionale in caso di gravi carenze vengano aggiornate, integrate e adattate alle sfide attuali e future. Questo passo rafforza a suo avviso l’approvvigionamento economico del Paese e la credibilità di questa politica precauzionale, spesso trascurata in tempi di prosperità. Il PS accoglie con favore la modifica dell’avamprogetto di ordinanza. Ritiene giusto che il caffè non sia più soggetto all’obbligo di costituire scorte: non ha quasi nessun valore nutrizionale e non è d’importanza vitale in questo senso. Anche il rischio di penuria deve essere considerato basso, poiché la Svizzera acquista caffè da tre continenti per cui può attingere tutto l’anno a un raccolto.
Per quanto riguarda le scorte obbligatorie di riso, il PS sostiene la scelta di una soluzione che soddisfi i requisiti del diritto nazionale e internazionale e, in particolare, rispetti le aliquote di dazio previste dal diritto commerciale. Apprezza il fatto che le critiche espresse nella verifica dell’OMC siano state accolte e che sia stata eliminata la disparità di trattamento, non più conforme al diritto internazionale, fra beni svizzeri ed esteri per le scorte obbligatorie di riso.
L’UDC è contraria a qualsiasi riduzione delle scorte obbligatorie. Pertanto, non può accettare che il caffè non sia più soggetto a tale obbligo. Ritiene che l’abolizione delle scorte obbligatorie invierebbe un segnale sbagliato. Più merci vengono accantonate, più prodotti possono essere utilizzati per ricostituire le scorte di beni particolarmente vitali in caso di difficoltà generali di importazione.
L’UDC può accettare l’introduzione di un contributo alla prima immissione in commercio solo se si trova una soluzione conforme alle norme dell’OMC esclusivamente per il riso e se non si creano precedenti per le altre derrate alimentari e gli alimenti per animali soggetti alla costituzione di scorte obbligatorie che sono molto più importanti. In caso di dubbio, la sicurezza del Paese deve essere considerata prioritaria rispetto agli obblighi internazionali. Si rammarica che la disparità di trattamento fra beni