Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/24: Modifica dell'ordinanza concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 13 pagine

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2.4. Associazioni mantello nazionali dell’economia (3)

- Unione svizzera degli imprenditori (USI)

- Unione svizzera dei contadini (USC)

- Unione svizzera delle arti e mestieri (usam)

2.5. Altre cerchie interessate (11)

- CARBURA

- Coop Società Cooperativa

- Cooperativa Fenaco

- Illy Café AG

- Comunità d’interesse (CI) Caffè Svizzera

- Federazione delle cooperative Migros

- Procafé, Associazione per la promozione del caffè

- Cooperativa Réservesuisse

- Schweizerisches Konsumentenforum kf

- Swiss Granum

- Associazione svizzera dei fabbricanti di foraggi VSF

3. L’avamprogetto posto in consultazione

3.1. Soppressione dell’obbligo di costituire scorte di caffè

Nel quadro della sua verifica periodica il settore Alimentazione dell’Approvvigionamento economico del Paese (AEP) ha valutato se il caffè debba essere considerato un bene di importanza vitale. Il settore è giunto alla conclusione che il caffè non è una fonte di energia: non contiene praticamente né proteine, né grassi, né carboidrati assimilabili. Il caffè non ha quindi alcun valore nutrizionale e non contribuisce all’apporto energetico fornito dagli alimenti. Per questa ragione non può più essere considerato un bene d’importanza vitale. Il caffè contiene principalmente caffeina, come il tè nero e verde, le bevande a base di cola, le bevande energetiche e il cacao.

Il rischio di problemi riguardanti l’approvvigionamento di caffè su un lungo periodo è inoltre da considerarsi minimo, dato che le piantagioni sono distribuite su tre continenti e la raccolta è possibile tutto l’anno. Un cattivo raccolto a livello locale, anche se di dimensioni non trascurabili, farebbe sicuramente lievitare i prezzi di mercato, ma potrebbe essere compensato tramite l’importazione da altre piantagioni. Si può altresì supporre che un’eventuale interruzione momentanea e parziale delle importazioni possa essere compensata, almeno per alcune settimane, grazie alle scorte di caffè verde e ai prodotti lavorati dei commercianti e delle torrefazioni svizzere.

L’AEP ritiene quindi che per quanto riguarda il caffè l’economia possa garantire una sicurezza di approvvigionamento sufficiente e che, dal punto di vista nutrizionale, sia possibile rinunciare alla costituzione di scorte obbligatorie di caffè. Le scorte di caffè, che storicamente possono essere ricondotte principalmente a un’esigenza psicologica, non hanno oggi più motivo di essere mantenute.

In seguito alle constatazioni del settore Alimentazione citate in apertura, l’UFAE ha svolto un sondaggio presso le imprese direttamente interessate. A queste ultime è stato chiesto di illustrare, dal punto di vista della sicurezza dell’approvvigionamento, perché dovrebbero essere mantenute le scorte di caffè.

Dei 15 proprietari di scorte obbligatorie che hanno partecipato al sondaggio, sei si sono espressi a favore di un mantenimento delle scorte, ma solamente a condizione di continuare a ricevere un