Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/86: Recepimento e trasposizione del regolamento (UE) 2019/1896 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e che abroga i regolamenti (UE) n. 1052/2013 e (UE) 2016/1624 nonché modifica la legge sull'asilo (sviluppo dell'acquis di Schengen) · 57 pagine

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3 Contenuto del regolamento UE, commento ai singoli articoli

3.1 Gestione europea integrata delle frontiere

Il concetto di gestione europea integrata delle frontiere è descritto all’articolo 3 del regolamento (UE) 2019/1896. Come in passato, esso consiste di diversi elementi, tra cui il controllo di frontiera, le operazioni di ricerca e soccorso per le persone in pericolo in mare, l’analisi dei rischi per la sicurezza interna, l’analisi di ulteriori minacce che possono pregiudicare la sicurezza delle frontiere esterne, la cooperazione tra le autorità nazionali responsabili del controllo di frontiera e gli organismi dell’Unione, la cooperazione dell’Agenzia con i Paesi terzi, la lotta all’immigrazione illegale e alla criminalità transfrontaliera nonché il rimpatrio di cittadini di Paesi terzi soggetti a decisioni di rimpatrio adottate da Stati Schengen.

In base a questa concezione della gestione integrata delle frontiere, ulteriormente sviluppata dal regolamento (UE) 2016/1624, codificata per la prima volta e già considerata una buona prassi, la Svizzera ha approvato la prima strategia nazionale di gestione delle frontiere già nel 2012 e l’ha completata con un piano d’azione nel 2014. Da fine 2018, la Confederazione e i Cantoni lavorano alla strategia successiva, che il Consiglio federale approverà a fine 2019.

La gestione europea integrata delle frontiere continuerà ad essere responsabilità condivisa tra l’Agenzia e le autorità nazionali preposte alla gestione delle frontiere, benché gli Stati Schengen mantengano la responsabilità primaria nella gestione delle loro frontiere esterne.

Ora l’articolo 8 istituisce un ciclo politico strategico pluriennale per la gestione europea delle frontiere. Nell’ambito di questo ciclo politico verranno fissate le priorità politiche e forniti gli orientamenti strategici utili per rispondere alle sfide della gestione delle frontiere e dei rimpatri. Il ciclo politico comprende un processo strategico a più fasi in cui la Commissione europea inizialmente elabora un documento strategico sulla gestione europea integrata delle frontiere, che viene presentato al Parlamento europeo e al Consiglio dell’UE per essere discusso. Su tale base, l’Agenzia definisce una strategia tecnica e operativa. In seguito, gli Stati Schengen definiscono le rispettive strategie nazionali per l’attuazione della politica strategica pluriennale per la gestione europea integrata delle frontiere. Al termine del ciclo viene effettuata una valutazione. In base a questa valutazione, la Commissione europea rivede il documento strategico.

La gestione europea integrata delle frontiere richiede una pianificazione integrata tra gli Stati Schengen e l’Agenzia per quanto riguarda la gestione delle frontiere e i rimpatri. In base al ciclo politico strategico per la gestione europea integrata delle frontiere, la guardia di frontiera e costiera europea elabora quindi una pianificazione per la gestione delle frontiere e i rimpatri. Questa pianificazione comprende una pianificazione operativa, una pianificazione di emergenza e una pianificazione dello sviluppo a medio e a lungo termine delle capacità nazionali per la gestione delle frontiere e i rimpatri (piano di sviluppo delle capacità). I piani operativi comprendono piani di intervento per la gestione europea delle frontiere e il rimpatrio, che devono essere elaborati dagli Stati Schengen e dall’Agenzia. Nella LStrI deve essere