Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/11: Modifica dell'ordinanza sull'assicurazione malattie (OAMal) · 20 pagine
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richiesta si aggregano anche VASK e GELIKO. L’SSR è sostanzialmente d’accordo, ma sottolinea che gli obiettivi dovrebbero tener conto delle condizioni quadro particolari della singola istituzione e che il sistema di gestione della qualità deve poter fornire risultati verificabili. Inoltre, occorre disciplinare le modalità per la verifica della garanzia e del miglioramento della qualità nelle cure di lunga durata. Oltre ad alcune modifiche di ordine minore, la DVSP propone di prevedere che le organizzazioni dei pazienti presentino alla CFQ un rapporto trimestrale in cui illustrare le loro esperienze riguardo alla qualità delle cure e alla sicurezza dei pazienti. Chiede anche che la CFQ incarichi le organizzazioni dei pazienti di rafforzare le competenze dei pazienti nell’ambito di programmi nazionali per lo sviluppo della qualità. A questa richiesta si associano anche KL CH e Oncosuisse. KL CH e Oncosuisse chiedono che le organizzazioni di pazienti, gli assicurati e i Cantoni siano coinvolti nel menzionato processo iterativo e che siano anch’essi citati esplicitamente nel testo dell’ordinanza. Inoltre, la definizione di standard minimi potrebbe favorire una stagnazione o un deterioramento della qualità. GELIKO sostiene che i Cantoni dovrebbero essere menzionati esplicitamente al capoverso 1. Inoltre, a suo parere dovrebbe essere eliminata l’espressione «requisiti minimi». A questi aspetti accenna anche QualiCCare. Inoltre, auspica in particolare che l’interprofessionalità sia menzionata esplicitamente come aspetto fondamentale dello sviluppo della qualità.
Gli assicuratori (Curafutura, Santésuisse e Groupe Mutuel) si dichiarano ampiamente contrari a questo articolo. Secondo Santésuisse e Groupe Mutuel la disposizione è superflua, poiché i principi sono già disciplinati nella legge. Curafutura propone di adeguare il capoverso 1 in modo da equiparare fornitori di prestazioni e assicuratori, integrando nel testo l’espressione «gli assicuratori e le loro federazioni». Inoltre, apprezzerebbe che si scrivesse esplicitamente che il Consiglio federale, la CFQ e le federazioni di fornitori di prestazioni e di assicuratori definiscono congiuntamente i requisiti minimi e gli obiettivi. Per di più, sottolinea che il capoverso 2 mira esplicitamente al miglioramento della qualità dei risultati e dell’indicazione. Infine, invece di un trattato sulla sicurezza dei pazienti, sulle dimensioni della qualità e sui sistemi organizzativi di gestione della qualità, occorrerebbero riflessioni sui cicli PDCA (Plan, Do, Check, Act) a livello delle convenzioni sulla qualità e della CFQ.
Le federazioni di fornitori di prestazioni sono in gran parte contrarie a questo articolo. FHM,
H+, Hirslanden, GSASA, GZF, KSA, VNS, curaviva, senesuisse, AeG BL, SGDV, VSVA,
SSO, unimedsuisse, Spitex, SMVS e PKS chiedono lo stralcio completo o parziale della disposizione. Secondo i pareri inoltrati, questo articolo sarebbe superfluo, poiché complica inutilmente la situazione giuridica. L’FMH propone di introdurre nuove disposizioni all’articolo 77: chiede che nell’attribuzione di mandati la CFQ tenga in considerazione le organizzazioni operanti da lunga data nel settore della promozione della qualità delle prestazioni mediche, e segnatamente la Fondazione Sicurezza dei pazienti (SPS) e l’ANQ. La Commissione dovrebbe inoltre incaricare la SPS di identificare e analizzare i rischi per la sicurezza dei pazienti (e di definire e attuare anche le opportune misure per ridurre tali rischi) e di sviluppare ulteriormente metodi volti a promuovere la sicurezza dei pazienti. AeG BL, SGDV, VSVA e SSO appoggiano queste richieste. Secondo BEKAG e VLSS, l’introduzione di un processo iterativo per la sicurezza e il miglioramento della qualità delle prestazioni dimostra che la garanzia della qualità è ormai diventata fine a se stessa. mfe apprezza che le cure coordinate siano esplicitamente menzionate e che venga introdotto un sistema di gestione della qualità, ma segnala che occorre garantire che tale sistema fornisca i vantaggi auspicati e non faccia semplicemente aumentare la burocrazia e i costi. K/SBL chiede di completare la disposizione per tener conto delle limitate risorse delle piccole federazioni. Physioswiss e VSAO chiedono che al capoverso 1 siano menzionati separatamente anche gli assicuratori, come per i fornitori di prestazioni. H+, GSASA, dakomed, Hirslanden, Chirosuisse, unimedsuisse, CURA-VIVA, Senesuisse, Physioswiss, Swiss Nurse Leaders e VSAO segnalano che per il rafforzamento della qualità non si può partire da «requisiti minimi» e chiedono di adeguare opportunamente il capoverso 3. Physioswiss e VSAO sottolineano che i fornitori di prestazioni devono avere la possibilità, sul piano delle risorse, di stare al passo in un processo iterativo. L’ASPS evidenzia che i requisiti minimi devono essere definiti a livello di categoria e così pure il sistema di gestione della qualità. Inoltre, chiede di aggiungere al capoverso 2 l’espressione «appropriatezza» («Zweckmässigkeit»). SBK e SVBG chiedono di precisare i ruoli degli attori