Rapporto esplicativo

Consultazione 2021/32: Introduzione del trust (modificazione del codice delle obbligazioni) · 112 pagine

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Il capoverso 2 stabilisce le regole relative alla responsabilità patrimoniale del trust. In virtù di questa disposizione, gli attivi del trust rispondono solamente per le obbligazioni sancite nell’atto di trust e per quelle derivanti dal regolare esercizio del trust, mentre sono sottratti all’esecuzione forzata per ogni altra obbligazione. Questa regola corrisponde e si aggiunge a quella già prevista attualmente all’articolo 284b LEF per i trust stranieri secondo cui in caso di fallimento di un trustee, i beni in trust vengono separati dalla massa fallimentare, previa deduzione delle pretese del trustee su di essi. Ciò significa che soltanto i debiti contratti dal trustee conformemente ai suoi obblighi gravano i beni in trust. Questi beni rispondono per le obbligazioni regolarmente contratte dal trustee in tale qualità. Rispondono anche se il trustee ha un credito personale contro il trust. Se il trustee ha agito in violazione della legge o dell’atto di trust, i beni in trust non rispondono. In questi casi i creditori possono far valere i loro diritti personalmente contro il trustee e non possono essere rimborsati mediante un prelievo sui beni in trust.

Art. 529o Diritti del trustee sui beni in trust

Il capoverso 1 precisa i casi in cui il trustee può far valere, salvo disposizione contraria dell’atto di trust, una serie di diritti nei confronti dei beni in trust. Secondo i numeri 1 e 2, il trustee ha diritto al rimborso delle anticipazioni e delle spese sostenute nell’esercizio della sua funzione nonché alla liberazione dalle obbligazioni assunte in qualità di trustee. L’avamprogetto prevede una regola analoga a quella del contratto di mandato (art. 402 CO). Il diritto al rimborso sussiste soltanto se il trustee ha agito conformemente all’atto di trust e alla legge. Quindi il trustee che contrae obbligazioni in violazione del suo obbligo di diligenza o effettua spese ingiustificate non può pretendere un rimborso.

Salvo disposizione contraria dell’atto di trust, il trustee ha diritto a una remunerazione adeguata (n. 3). Su questo punto l’avamprogetto si scosta dalle regole del contratto di mandato (art. 394 cpv. 3 CO) poiché la presunzione di gratuità non corrisponde più alla realtà attuale179. Se l’atto di trust non contiene regole sulla fissazione dell’importo o criteri per la rimunerazione del trustee, tale rimunerazione deve essere fissata tenendo conto delle circostanze del caso specifico ed essere oggettivamente proporzionata alle prestazioni fornite. Deve segnatamente tenere conto del tempo impiegato, della complessità delle operazioni eseguite, della portata e della durata del compito nonché delle responsabilità che quest’ultimo implica. Il trustee può prelevare direttamente l’importo della sua indennità dai beni in trust. L’importo o il metodo di calcolo della remunerazione può essere fissato nell’atto di trust.

Il trustee ha diritto al risarcimento del danno che ha subito senza sua colpa nel regolare esercizio della sua funzione (n. 4). Beneficia quindi di un trattamento analogo a quello del gestore (art. 422 CO), anche se agisce a titolo oneroso. I beni in trust rispondono pertanto dei rischi dell’amministrazione e della gestione del trust a condizione che il trustee abbia agito in modo diligente. Il trustee che ha commesso una colpa non ha diritto al versamento di un’indennità.

179 WERRO, CR-CO I, ad art. 394 n. 38.