Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/44: Introduzione di un freno alla regolamentazione (modifica dell’art. 159 cpv. 3 della Costituzione federale e modifica della legge sul Parlamento) · 18 pagine
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il carattere in qualche modo arbitrario dei valori soglia, tuttavia li ritiene indispensabili per attuare un meccanismo incisivo. L’AdC non si esprime espressamente sulle proposte del Consiglio federale, ma sostiene che i valori soglia non debbano essere troppo bassi per limitare il rischio di blocchi politici o di possibili stalli delle riforme.
CBD e Raiffeisen chiedono di ridurre i valori soglia, in particolare quello delle 10 000 imprese. Anche secondo Biscosuisse dovrebbe essere esaminata la possibilità di abbassare opportunamente i valori soglia affinché il freno alla regolamentazione possa esplicare i suoi effetti anche sui settori minori.
I Verdi, Travail.Suisse, FRC, SKS, Alliance Sud, AEG, Brücke, GDS, Helvetas, Pro Natura, Public Eye, SES, Solidar, Swissaid, TdH, WWF e un privato sono invece del parere che i valori soglia siano di gran lunga troppo bassi, quindi troppo facili da raggiungere, con la conseguenza di assoggettare al freno alla regolamentazione un numero eccessivamente elevato di progetti.
Gastrosuisse approva che il Consiglio federale preveda due diversi valori soglia, ritenuti adeguati. Anche la VSPB reputa importante applicare alternativamente i valori soglia per garantire che le regolamentazioni di una certa portata rientrino nel campo d’applicazione.
SVC e Kellerhals Carrard ritengono adeguati i valori soglia fissati con lo scopo di limitare l’applicazione del meccanismo ai casi più rilevanti, ma sottolineano l’importanza della realizzazione pratica della loro determinazione. Per esempio, anche una petizione online firmata da 10 000 imprese dovrebbe essere considerata se i firmatari riescono a rendere plausibile ex ante che un determinato progetto legislativo comporterebbe costi troppo elevati per loro.
AG rimarca inoltre che il rapporto esplicativo non precisa se il Consiglio federale considera o meno appropriato il valore soglia di 10 000 imprese menzionato dalla mozione, pertanto il messaggio dovrà fornire indicazioni in merito.
Capoverso 2 (definizione dei costi della regolamentazione)
ZH esorta alla prudenza nella stima dei costi indiretti, tra cui i mancati utili. Le ripercussioni di natura fiscale costituiscono invece un fattore rilevante per le imprese, quindi dovrebbero essere anch’esse considerate, pur non rientrando tra i costi della regolamentazione in senso stretto.
Capoverso 3 (principio del valore netto)
Secondo LU, il proposto principio del valore netto, ossia la compensazione dei nuovi costi normativi con eventuali sgravi, è generalmente condivisibile, tuttavia occorre osservare che i costi e gli sgravi non riguardano sempre gli stessi attori economici e possono variare in funzione dei settori, dei rami di attività, dei segmenti di mercato, delle regioni e delle dimensioni delle imprese. Deve essere dunque opportunamente considerata anche la distribuzione dei costi e dei benefici delle nuove regolamentazioni tra i diversi attori economici.
La VSPB ritiene che l’approccio del calcolo di un aumento netto dei costi non è appropriato, poiché lo scopo consiste nel frenare la creazione di nuovi costi. Questo modo di procedere raddoppia il rischio di errore e induce a raggruppare artificialmente i progetti che generano costi e altri che li riducono. Anche GastroSuisse è contraria alla compensazione dei costi con eventuali sgravi della regolamentazione e sostiene che debbano essere indicati separatamente senza alcun impatto sull’applicazione del freno alla regolamentazione.
Capoverso 4 (clausola di subordinazione al freno alla regolamentazione)
LU, GastroSuisse e ASIPG approvano che, se non è possibile determinare con sufficiente attendibilità i costi normativi oppure se mancano le stime, occorre in linea di massima chiedere al Parlamento di attivare il freno alla regolamentazione (applicazione del principio di precauzione). L’UDC sottolinea che l’applicazione sistematica di tale principio può stemperare le divergenze di obiettivi in seno all’Amministrazione federale in quanto il Dipartimento incaricato di elaborare un progetto legislativo è