Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/44: Introduzione di un freno alla regolamentazione (modifica dell’art. 159 cpv. 3 della Costituzione federale e modifica della legge sul Parlamento) · 18 pagine
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da rilevare è molto ampia. Si esorta altresì a considerare che l’attuazione potrebbe lasciare spazio a meccanismi di elusione e falsi incentivi. Secondo 15 partecipanti (ZG, Travail.Suisse, FRC, SKS, Alliance Sud, AEG, Brücke, GDS, Helvetas, Pro Natura, Public Eye, SES, Solidar, Swissaid, TdH e WWF), con queste premesse il freno alla regolamentazione lascia ampiamente spazio a calcoli politici e la modalità di voto esporrebbe i progetti legislativi all’arbitrio politico. Al riguardo GE e i Verdi rimarcano anche che in Svizzera non esiste un organo indipendente preposto alla verifica delle analisi d’impatto della regolamentazione delle unità amministrative responsabili di elaborare un progetto legislativo.
Dieci partecipanti (AI, BE, GR, NE, TG, UR, ZG, il PVL, il GSRM e lo SVC) mettono peraltro in discussione l’efficacia dello strumento e il suo rapporto costi-benefici e ritengono che le regolamentazioni dovrebbero essere respinte a causa della maggioranza qualificata richiesta solo in casi molto rari. Anche lo sperato effetto preventivo appare discutibile, poiché l’impatto delle regolamentazioni sulle imprese è già oggetto di particolare attenzione. L’UCS è del parere che l’obiettivo di incentrare maggiormente il processo legislativo sui costi della regolamentazione può essere conseguito in modo più semplice (e meno oneroso) della modifica della Costituzione, sempre che sia ritenuto davvero opportuno.
SH reputa problematico che l’esigenza di un quorum più elevato possa portare, nel quadro delle revisioni parziali, a legittimare singole disposizioni di uno stesso atto legislativo con quorum diversi.
VD teme che possa essere messa in discussione la legittimità di alcune leggi se fossero state adottate a maggioranza semplice per poi constatare che sarebbe stata necessaria una maggioranza qualificata.
GE sottolinea che l’applicazione del freno alla regolamentazione alle leggi d’esecuzione di iniziative popolari equivarrebbe a una limitazione di una decisione popolare.
L’USS ritiene assurdo che il Parlamento, in qualità di organo legislativo, debba darsi norme che disciplinano il processo legislativo.
Secondo il PSS, attuare il freno alla regolamentazione significa accettare il rischio che la Svizzera non sarà in grado di rispettare i suoi impegni internazionali o potrà farlo solo con ritardo, il che non può essere un obiettivo politico auspicabile nell’attuale contesto di relazioni tese tra Svizzera e Unione europea.
AI, AR e FR sono favorevoli all’attuazione sistematica delle analisi d’impatto della regolamentazione già realizzate e sostengono l’avamprogetto di una legge sullo sgravio delle imprese, posto in consultazione parallelamente. Anche BS, FR, GR, SG, SH, VD, ZG e il PEV (8) ritengono la LSgrI più opportuna del freno alla regolamentazione.
JU aderisce al principio di iscrivere un freno alla regolamentazione nella Costituzione, ma caldeggia un meccanismo diverso rispetto a quello della maggioranza qualificata delle due Camere federali. Un approccio percorribile consisterebbe nell’esaminare più attentamente le regolamentazioni in vigore, snellirne alcune e sopprimerne altre per compensare almeno gli oneri supplementari generati da un nuovo disposto legislativo.
BE e BL non condividono invece la necessità di introdurre ulteriori dispositivi e richiamano le rivedute Direttive AIR del Consiglio federale che costituiscono già un valido strumento per una buona regolamentazione nell’ottica delle imprese. Qualora dovessero essere soppesati i pro e i contro dei due progetti, all’attuazione del freno alla regolamentazione BL antepone la legge sullo sgravio delle imprese, che avrebbe meno ripercussioni negative.
Travail.Suisse reputa che i rischi per la competitività della Svizzera addotti a giustificazione del presente progetto siano estremamente modesti e respinge l’affermazione secondo cui le imprese sono gravate da un onere normativo troppo pesante.