Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/44: Introduzione di un freno alla regolamentazione (modifica dell’art. 159 cpv. 3 della Costituzione federale e modifica della legge sul Parlamento) · 18 pagine
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3.2 Principali argomenti addotti
3.2.1 Argomenti dei partecipanti favorevoli al progetto
Dei 91 partecipanti, 41 (LU, NW, SO, TI, PLR, AdC, UDC, AGB, UPSA, ASTAG, costruzionesvizzera, Biscosuisse, CCIG, CP, CVCI, economiesuisse, GastroSuisse, HotellerieSuisse, CBD, metal.suisse, USI, USC, SSIC, FS, USAM, ASIPG, SSO, suissetec, SVC, ASA, Swiss Banking, SwissHoldings, Swissmechanic, Swissmem, UBCS, VSPB, WIHK, ZHK, Forum PMI, Kellerhals Carrard e Raiffeisen) credono che il progetto contribuisca a contenere l’onere normativo a carico delle imprese, migliorando così le condizioni quadro in cui si trovano a operare. Tra gli argomenti spesso menzionati in proposito, ricorre l’aumento costante della densità normativa in Svizzera. Proprio nella difficile situazione economica attuale, causata dalla pandemia di COVID-19, si giudica pressante la necessità di contrastare questa tendenza. I costi normativi si riflettono come costi fissi sulle imprese che non possono influenzarli né compensarli attuando risparmi in altri ambiti. Se sono elevati, comportano perdite in termini di produttività e competitività, poiché assorbono risorse che le imprese potrebbero investire altrove in modo produttivo. Una regolamentazione efficace, che riduca al minimo indispensabile l’onere per le imprese, è un fattore importante per l’attrattiva della piazza economica svizzera, promuove la crescita e l’occupazione e, in ultima istanza, ha un impatto positivo anche sulle entrate fiscali. Numerosi pareri citano la situazione specifica delle PMI, particolarmente gravate dai costi normativi che, nelle strutture più piccole, rappresentano una quota particolarmente elevata sul totale dei costi.
Undici partecipanti (VS, AGB, CVCI, economiesuisse, FER, USI, USC, ASIPG, Swissmechanic, UBCS e VSPB) rimarcano che il freno alla regolamentazione consente di migliorare la trasparenza in merito all’impatto della regolamentazione sulle imprese e di sensibilizzare maggiormente l’Amministrazione, il Consiglio federale e il Parlamento alle esigenze delle imprese. Otto partecipanti (PLR, AdC, UDC, CVCI, FER, CBD, ASIPG e Swissmechanic) prevedono che l’ulteriore ostacolo parlamentare prevenga l’aumento dei costi, in quanto gli oneri a carico delle imprese sono tenuti in maggiore considerazione già durante il processo legislativo e al Parlamento vengono presentanti progetti di regolamentazione con ripercussioni meno pesanti. L’ASIPG e la VSPB reputano inoltre che l’iscrizione di questa tematica nella Costituzione invii un segnale ancora più chiaro. Per il CP e l’IHZ l’analisi esatta dei costi legati a una nuova regolamentazione è decisiva ai fini di contenerne l’onere. SVC e Kellerhals Carrard auspicano che il freno alla regolamentazione decreti il fallimento delle riforme controproducenti, in grado di limitare unilateralmente la libertà imprenditoriale.
Secondo AG, l’esigenza di una maggioranza qualificata rende più difficile il varo di progetti legislativi che comportano oneri notevoli. Si spera inoltre che, nelle fasi di stesura e di esame dei progetti legislativi, si cerchino più assiduamente varianti con oneri normativi inferiori.
Per l’UDC il freno alla regolamentazione, collegato all’attuazione di una legge sullo sgravio delle imprese il cui avamprogetto è stato posto parallelamente in consultazione, potrebbe consentire di ridurre durevolmente la densità normativa.
Secondo VS, l’introduzione dell’esigenza di una maggioranza qualificata si orienta al principio del freno alle spese, con il quale il Parlamento ha già fatto esperienze positive.
Il PLR reputa che, con l’introduzione del freno alla regolamentazione, la Svizzera assumerebbe un ruolo pionieristico.
3.2.2 Argomenti dei partecipanti contrari al progetto
AR, BE BL, BS, FR, GE, GR, SG, SH, SZ, TG, UR, ZG, PEV, i Verdi, PSS, USS, Travail.Suisse, FRC, SKS, AEG, Alliance Sud, Brücke, GDS, Helvetas, Pro Natura, Public Eye, SES, Solidar, Swissaid, TdH, WWF e due privati (34) esortano a considerare le significative ripercussioni sulle istituzioni politiche che comporterebbe l’introduzione di un freno alla regolamentazione. Reputano particolarmente problematica la disparità di trattamento tra i diversi ambiti dell’azione statale, in particolare con l’attribuzione di un peso