Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/74: Modifiche dell’OAMal e dell’OPre: misure relative ai medicamenti · 56 pagine
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Per un numero esiguo di associazioni non è chiaro come si debba interpretare la «medesima composizione di principi attivi» e l’OSP chiede che si ammettano generose eccezioni. Nel contempo è favorevole all’estensione prevista.
L’industria farmaceutica ritiene in parte incomprensibile che alla rimunerazione nel singolo caso si applichi un’aliquota percentuale. Nel singolo caso, in assenza della verifica dell’economicità, sarebbero da un lato gli assicuratori e indirettamente i medici di fiducia a stabilire, mediante una valutazione del beneficio, l’importo della rimunerazione e dunque l’aliquota percentuale. Dall’altro, gli sconti impediscono di effettuare o di attuare confronti di prezzo con i generici o i medicamenti biosimilari. Iph critica che i pazienti non dovrebbero essere penalizzati per il medicamento scelto dal loro medico.
3.17.7 Nuovo titolo: Sezione 5, Rimunerazione di medicamenti nel singolo caso
L’industria farmaceutica rifiuta in parte l’impiego generale di categorie di beneficio e una definizione del beneficio da parte dell’UFSP. Le imprese del settore ritengono che ciò spetterebbe agli esperti clinici, con i dovuti adeguamenti caso per caso. Tutto il resto, in particolare in assenza di criteri documentabili per la classificazione in categorie di beneficio, sarebbe arbitrario. Di conseguenza la creazione di una sezione a sé stante non sarebbe opportuna e andrebbe evitata.
3.17.8 Articolo 38b OPre
I Cantoni ZH e TI criticano che l’adeguamento non dovrebbe rendere più difficoltoso o addirittura impossibile l’accesso ai medicamenti per i pazienti con malattie rare. TI afferma che la causa delle disparità risiederebbe nella diversa valutazione da parte degli assicuratorimalattie del beneficio atteso. BS e ZG rifiutano espressamente il valore soglia del 35 per cento per il «maggior beneficio» per il riconoscimento di un grande beneficio terapeutico supplementare, poiché non scientificamente fondato e, se anche lo fosse, dovrebbe essere valutato in modo specifico secondo l’indicazione. TI teme che i restanti disciplinamenti proposti portino l’industria farmaceutica a rinunciare a presentare domande di ammissione nell’ES per questi medicamenti e a ritirarsi dalla ricerca. I Cantoni sono favorevoli o ritengono ragionevole il fatto che il beneficio terapeutico di un medicamento debba essere valutato sulla base di un modello standardizzato da medici di fiducia e che gli assicuratori dal canto loro effettuino e pubblichino congiuntamente una valutazione generale del beneficio per medicamenti o indicazioni rimunerati di frequente. Per quanto riguarda la definizione del beneficio terapeutico, FR è favorevole allo sviluppo e all’attuazione di uno strumento di valutazione unitario per la Svizzera.
Tra i partiti politici il PLR e il PS ritengono problematica la valutazione sistematica del beneficio proposta. Per quanto concerne la quantificazione pongono la questione se si possa o meno fornire la prova di un maggior beneficio pari al 35 per cento.
L’associazione dell’economia PharmaJura critica il concetto di beneficio terapeutico giudicandolo non orientato alla pratica e lontano dalla realtà. Inoltre, secondo pharmalog.ch tale concetto andrebbe definito con maggiore chiarezza. L’USAM rifiuta il limite fisso proposto del 35 per cento, giudicandolo troppo rigido. La proposta di fare ricorso a esperti clinici per valutare il beneficio e sviluppare un modello per la sua valutazione viene accolta con favore da unimedsuisse, ma ritenuta nel contempo insufficiente. unimedsuisse esorta inoltre a fare in modo che la prescrizione di un trattamento medico complesso venga esaminata da una commissione di esperti specializzati nel settore medico in questione e non più soltanto da medici di fiducia generici. Propone altresì che le assicurazioni malattie vengano private della competenza decisionale sulla rimunerazione nel singolo caso, poiché ciò porterebbe inevitabilmente a decisioni arbitrarie e ingiuste.
Tra le conferenze / associazioni cantonali AVKZ e Sphf, analogamente alle associazioni dell’economia, criticano il concetto giudicandolo non orientato alla pratica e lontano dalla