Rapporto esplicativo

Consultazione 2021/93: Revisione parziale della legge federale sulla protezione dell’ambiente · 93 pagine

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a indagini e circa 4000 hanno dovuto essere risanati. Il risanamento dei siti contaminati è di competenza dei Cantoni e dei tre uffici proprietari di siti contaminati (USTRA, UFT, UFAC) e del DDPS, con i quali l’UFAM intrattiene uno scambio intenso e coordina tutte le modifiche legislative.

Per la conclusione dei lavori d’indagine, sorveglianza e risanamento dei siti inquinati, né la legge sulla protezione dell’ambiente né l’ordinanza sui siti contaminati prevedono alcuna indicazione temporale nonostante nel 1998, nel progetto all’attenzione del Consiglio federale, nel comunicato ai media relativo all’entrata in vigore dell’OSiti come pure nel rapporto del 2013 al Consiglio federale concernente la modifica della LPAmb (11.466 Iv.pa Recordon), sia stato comunicato che la gestione dei siti contaminati avrebbe dovuto essere conclusa entro una o due generazioni. Anche il fondo dell’ordinanza sulla tassa per il risanamento dei siti contaminati, basato sull’articolo 32e LPAmb, e il relativo finanziamento sono a tempo indeterminato.

Le autorità esecutive conoscono bene la pressione che viene esercitata sui tempi della gestione dei siti contaminati. Nel commento all’articolo 32c LPAmb, numero marginale 19, e nell’aiuto all’esecuzione «Valutazione delle varianti di risanamento» si indicano due generazioni (in origine persino «periodo di una generazione») come obiettivo per l’attuazione dei risanamenti a partire dall’entrata in vigore dell’ordinanza sui siti contaminati (OSiti; RS 814.680).

Da alcuni anni, sulla base dell’articolo 21 capoverso 1 e 1bisOSiti, l’UFAM esegue presso i Cantoni sondaggi sullo stato della gestione nel settore dei siti contaminati. Inoltre, nel mese di aprile 2020 si è svolto un sondaggio presso i servizi cantonali specializzati, dal quale è emerso il quadro seguente:

- Sul totale di 16 000 siti in origine classificati come siti da sottoporre a indagine,

dopo circa 20 anni di gestione dei siti contaminati ben due terzi dei siti non sono ancora stati esaminati. Entro il 2025 solo nove dei 26 Cantoni avranno sottoposto a indagine tutti i siti da esaminare e li avranno classificati in relazione alla loro necessità di risanamento. Negli altri Cantoni la conclusione avverrà solo dopo anni, se non decenni.

- Il numero dei siti da risanare era prima stato stimato a circa 4000, di cui oggi ne

sono stati risanati solo 1400 circa. Metà dei Cantoni non riuscirà a disporre le misure di risanamento entro al più tardi il 2040. Probabilmente il risanamento dell’ultimo sito avrà inizio solo dopo il 2060.

Le analisi di questi dati mostrano che non è possibile rispettare il periodo di tempo ipotizzato dalla Confederazione per l’indagine e il risanamento dei siti inquinati, ovvero una o due generazioni a partire dall’entrata in vigore dell’ordinanza sui siti contaminati.

Questo ritardo è dovuto al fatto che, a causa delle priorità stabilite dalle autorità esecutive cantonali, la gestione dei siti contaminati è spesso limitata a motivo delle ridotte risorse di personale. Se, da una parte, le risorse insufficienti comportano i già menzionati ritardi, dall’altra la gestione tende ad essere messa in atto come reazione anziché come prevenzione; in altre parole, la gestione si limita spesso ai siti interes-