Rapporto esplicativo

Consultazione 2021/93: Revisione parziale della legge federale sulla protezione dell’ambiente · 93 pagine

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contaminati sussidiabili. Questa disposizione è stata definita nell’ambito dell’iniziativa parlamentare «Proroga fino al 2012 per il risanamento di impianti parapalle in siti inquinati» al fine di semplificare la procedura di indennizzazione. Il contributo di 8000 franchi è dovuto all’ipotesi formulata a suo tempo che prevedeva costi medi di risanamento di circa 20 000 franchi al bersaglio per gli impianti di tiro a 300 metri, corrispondente al 40 per cento dei costi complessivi.

I risanamenti di impianti di tiro a 300 metri realizzati negli ultimi anni mostrano invece che i costi al bersaglio sono soggetti a considerevoli fluttuazioni da un impianto all’altro. Inoltre, il risanamento di impianti piccoli e di quelli con difficile accessibilità del parapalle (come nelle regioni di montagna) comportano costi notevolmente maggiori e sono pertanto svantaggiati dal forfait a bersaglio. Gli impianti grandi con più di 15 bersagli comportano in genere costi di risanamento al bersaglio più bassi, motivo per cui sono favoriti dal sistema che prevede forfait al bersaglio. Oltre a non aver generato la sperata semplificazione e l’auspicato alleggerimento della procedura di indennizzazione, l’indennità al bersaglio ha comportato una ripartizione iniqua dei fondi OTaRSi per il fatto che, in gran parte degli impianti, il numero di bersagli era controverso. Questo perché, nel corso del tempo, tale numero è stato ridotto – in occasione di grandi eventi sono stati allestiti bersagli provvisori – e gli stand dei bersagli e i parapalle sono stati in parte rinnovati.

La mozione Salzmann (18.3018) chiede che le indennità per gli impianti di tiro a 300 metri non ammontino più forfettariamente a 8000 franchi al bersaglio ma, come previsto per gli altri impianti di tiro, al 40 per cento dei costi computabili. Il 25 aprile 2018 il Consiglio federale ha proposto l’approvazione della mozione; il 15 giugno 2018 il Consiglio nazionale e il 28 novembre 2018 il Consiglio degli Stati hanno deciso di accogliere la mozione.

1.1.2.3 Suoli inquinati e bambini

Esiste inoltre un’urgente necessità di intervenire sui suoli inquinati con sostanze nocive sui quali i bambini giocano regolarmente.

Su questi suoli sussiste la possibilità che i bambini possano ingerire una quantità sufficiente di particelle di suolo contenenti piombo o inquinate da altre sostanze nocive da danneggiarne lo sviluppo cerebrale. In diversi studi è stato dimostrato che danni simili possono essere causati da quantità ridotte di particelle inquinate25. Le disposizioni oggi vigenti dell’OSiti e dell’ordinanza contro il deterioramento del suolo (O suolo; RS 814.12) sono poco armonizzate tra loro, generano dubbi all’atto pratico e costituiscono per i bambini una protezione insufficiente dai rischi per la loro salute:

- i siti in giardini pubblici e privati, in parchi giochi e altre aree su cui i bambini

giocano regolarmente sono considerati siti inquinati secondo l’OSiti se l’inquinamento proviene da rifiuti e la sua estensione è limitata (sito di deposito, sito aziendale o sito di incidente). In caso di necessità di risanamento, sussiste qui l’obbligo di decontaminare il sito o di adottare misure idonee volte a

25 Cfr. ad es. Scientific opinion on lead in food, EFSA Panel on contaminants in the food chain. EFSA Journal 8, 1570. http://www.efsa.europa.eu/de/scdocs/doc/1570.pdf