Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/64: Modifica della legge federale sull’assicurazione malattie: negoziazione delle tariffe dell’elenco delle analisi · 25 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 17Fedlex · Rapporto sui risultati

Secondo SSO la negoziazione delle tariffe tra partner tariffali rischia di condurre a un caos dei prezzi, che si differenzieranno in funzione del fornitore di prestazioni o del tipo di convenzione tariffale.

Pareri specifici sulla proposta di modifica

FAMH afferma che questo progetto non garantisce ai laboratori la protezione giuridica auspicata, poiché potrebbero essere contestate dinanzi a un tribunale solo le decisioni tariffali cantonali, nel caso in cui spetti ai Cantoni stabilire le tariffe.

Secondo SGMG, la libera negoziazione delle tariffe renderebbe impossibile applicare la legge federale sugli esami genetici sull’essere umano (LEGU). Con un sistema di tariffe variabili, diventerebbe impossibile adempiere l’obbligo di informare il paziente delle «possibilità di assunzione dei costi dell’esame» (art. 21 cpv. 3 lett. c).

Trasfusione CRS Svizzera ritiene che i problemi cui devono fare fronte attualmente i servizi trasfusionali con l’elenco delle analisi non solo non possano essere risolti con la presente modifica di legge, ma sarebbero addirittura aggravati. Le analisi complesse e dipendenti dai risultati di altre analisi per determinati esami immunoematologici non sono attualmente contemplate dall’EA. Una separazione della denominazione delle analisi dalla loro tariffazione non farebbe che aggravare il problema.

BüAeV, KaeG SG, BEKAG e SMVS ritengono contraddittorio privilegiare l’ambulatorio rispetto a quello stazionario se alcune analise devono essere effettuate in una struttura ospedaliera.

ASID sostiene che non è chiaro come si svolgerà il processo di verifica dei criteri EAE se la Confederazione manterrà questa competenza, ma la tariffazione sarà invece negoziata al suo esterno dai partner tariffali.

Proposte

FAMH auspica che siano tenuti in considerazione gli approcci innovativi che ha già sottoposto ai diversi portatori di interessi, tra cui l’UFSP. Il suo modello propone una soluzione negoziata tra i partner tariffali e prevede una competenza sussidiaria della Confederazione/dell’UFSP per stabilire le tariffe. Non c’è dunque il rischio che si crei una situazione di assenza di convenzione tariffale, come potrebbe per esempio avvenire con le tariffe per prestazioni mediche TARMED, che sono unicamente frutto di negoziazioni. In questo nuovo sistema, le modifiche apportate all’elenco delle analisi (ordinanza del DFI) potrebbero essere contestate per via giudiziaria, il che consentirebbe di rafforzare lo Stato di diritto e aumentare la trasparenza.

Nel caso in cui il progetto fosse adottato, FMH chiede che il testo dell’atto normativo indichi chiaramente l’esistenza di diversi soggetti di riferimento per la tariffazione. Ai laboratori degli studi medici e ai grandi laboratori devono essere attribuite tariffe diverse poiché i loro prezzi di costo sono diversi. Questa distinzione dovrebbe essere iscritta nella legge per garantire l’accesso agli esami diagnostici in presenza assicurato dai laboratori degli studi medici.

FMH reputa altresì che, per garantire la sopravvivenza dei laboratori degli studi medici in quanto elementi delle cure mediche di base, nella legge devono essere previste due disposizioni vincolanti, una volta a garantire la copertura delle spese d’esercizio dei suddetti laboratori e una che assicuri per essi il mantenimento delle attuali posizioni di analisi.