Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/95: Modifica dell’ordinanza del 17 gennaio 1961 sull’assicurazione per l’invalidità (OAI) · 19 pagine

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L’UDC respinge la deduzione forfettaria, che considera troppo generale e slegata da fattori importanti come il livello di formazione, l’età, il ramo economico e il luogo di domicilio. Questo potrebbe penaliz- zare le zone periferiche della Svizzera. Pertanto, il partito giudica urgente un adeguamento che non tenga conto soltanto delle realtà urbane, ma anche delle esigenze della popolazione residente nelle zone rurali. Fa altresì presente che con il modello delle tabelle salariali secondo Riemer-Kafka/Sch- wegler i salari delle persone con un danno alla salute e di conseguenza il grado d’invalidità corrispon- dente potrebbero essere determinati in modo più preciso e individualizzato.

5.1.3 Associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna

In linea di massima, ACS e UCS ritengono che la deduzione forfettaria possa essere una soluzione appropriata, anche se manifestano riserve circa l’ammontare (cfr. cap. 5.2 di seguito) e preferirebbero tabelle salariali generali corrispondenti all’invalidità e basate sul modello «salari statistici secondo Rie- mer-Kafka/Schwegler».

5.1.4 Associazioni mantello nazionali dell’economia

USS e Travail.Suisse sono del parere che la deduzione forfettaria sia una possibile soluzione, ma pri- vilegerebbero una soluzione con tabelle salariali corrispondenti all’invalidità e basate sul modello «sa- lari statistici secondo Riemer-Kafka/Schwegler». Queste associazioni riconoscono comunque che una soluzione forfettaria sarebbe più facilmente applicabile e ridurrebbe il rischio, per gli assicurati interes- sati, di inspiegabili disparità di trattamento da parte degli uffici AI. L’USC riconosce che la deduzione forfettaria potrebbe contribuire a ridurre leggermente la pressione che spinge alcune persone a cercare un’attività ragionevolmente esigibile al di fuori dell’agricoltura.

USI e USAM si dichiarano contrarie alla deduzione forfettaria, preferendo la soluzione proposta da Rie- mer-Kafka/Schwegler. L’applicazione di una deduzione forfettaria per la valutazione del grado d’invali- dità dovrebbe essere ammessa solo come «ultima ratio», a maggior ragione visto che per evitare di- sparità vanno differenziate le diverse cause dei danni alla salute. Inoltre, non bisognerebbe rinunciare a elaborare una soluzione basata sul modello «salari statistici secondo Riemer-Kafka/Schwegler» sol- tanto per mancanza di tempo. Una deduzione forfettaria generalizzata del 10 per cento (o, insieme a quella per attività lucrativa a tempo parziale, del 20 %) secondo il principio dell’annaffiatoio comporte- rebbe però enormi oneri finanziari supplementari per l’assicurazione invalidità e anche per la previ- denza professionale. Alla luce della difficile situazione finanziaria dell’AI, occorrerebbe invece mirare ad abbassare i costi. Per decidere in merito all’attuazione della mozione della CSSS-N 22.3377 si do- vrebbe quindi attendere che il Consiglio federale, conformemente al mandato conferitogli dal Parla- mento, abbia presentato il modo in cui intende riequilibrare le finanze dell’AI e ridurre i debiti accumu- lati.

5.1.5 Organi assicurativi

CUAI e SVA Zürich ritengono che l’introduzione di una deduzione forfettaria sia una soluzione prag- matica e facilmente applicabile, frutto del dibattito politico sul confronto dei redditi. Tuttavia, prevedono spese supplementari a causa dell’aumento delle rendite da versare e del numero di beneficiari di ren- dite AI, aumento che interesserebbe anche le casse pensioni e le prestazioni complementari. Inoltre, sono del parere che andrebbe messo in conto anche l’onere supplementare che in breve tempo an- drebbe a gravare sugli uffici AI. Non da ultimo, vi sarebbe il rischio che la soluzione proposta non sia soddisfacente a livello individuale e in futuro si rendano necessari ulteriori adeguamenti. I due organi rammentano che con la riforma Ulteriore sviluppo dell’AI vi è già stato un cambiamento recente nella valutazione del grado d’invalidità. In più, oltre al fatto che non si ha ancora molta esperienza con le re- lative ripercussioni, le decisioni giudiziarie in merito sono ancora pochissime. Volendo già procedere a un altro cambiamento, in breve tempo si renderebbe necessaria una revisione delle rendite correnti.

Inoltre, la CUAI critica il fatto che le spiegazioni del rapporto esplicativo circa le ripercussioni finanziarie e sull’effettivo del personale, in particolare quelle concernenti il numero di casi da sottoporre a revi- sione, non siano sufficientemente chiare.