Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/101: Revisione parziale della Legge federale sull’eliminazione di svantaggi nei confronti di disabili (Legge sui disabili, LDis) · 40 pagine

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Da un po’ di tempo, all’estero si osserva anche una tendenza al riconoscimento giuri- dico delle lingue dei segni. Secondo un’analisi svolta nel 2019, 33 dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa riconoscono una o più lingue dei segni a livello legislativo o costituzionale. Le modalità di riconoscimento e gli effetti concreti variano tuttavia sen- sibilmente da un Paese all’altro. Al momento, a livello europeo non vi è una strategia uniforme per il riconoscimento delle lingue dei segni18.

3 Punti essenziali del progetto

3.1 La normativa proposta

3.1.1 Maggior protezione contro la discriminazione

Per raggiungere gli obiettivi summenzionati, il presente avamprogetto prevede di san- cire espressamente il divieto di discriminazione a causa di una disabilità sia nei rap- porti di lavoro di diritto privato sia nell’accesso alle prestazioni di privati destinate al pubblico. Propone inoltre l’obbligo di adottare accomodamenti ragionevoli per elimi- nare gli svantaggi nella vita lavorativa e nella fruizione di prestazioni. Secondo

l’avamprogetto, il rifiuto di tali prestazioni può costituire una forma di discriminazione. Oltre a migliorare la protezione materiale, il progetto rafforza anche la protezione pro- cessuale contro la discriminazione prevedendo tra l’altro, oltre a conseguenze giuridi- che efficaci, anche alleviamenti in termini di onere della prova e assunzione dei costi.

Per quanto riguarda la protezione materiale contro la discriminazione, il disciplina- mento proposto si basa su quanto vige già in termini di protezione della personalità nel diritto privato o nel diritto del lavoro. L’inserimento esplicito del divieto di discrimi- nazione nella LDis dovrà contribuire a precisare la portata di questa protezione, che oggi non è sempre sufficientemente chiara, perlomeno per chi intende adire le vie le- gali. È inoltre una premessa per introdurre l’obbligo di adottare accomodamenti ragio- nevoli, che completa l’attuale divieto di discriminazione.

L’introduzione dell’obbligo di adottare accomodamenti ragionevoli è l’elemento car- dine delle novità proposte. L’espressione scelta rispecchia sia il concetto di accomo- damento ragionevole già previsto da alcuni ordinamenti giuridici in materia di diritto del lavoro sia le misure flessibili e appropriate da adottare per garantire l’accesso alle prestazioni. Per accomodamenti ragionevoli s’intendono quindi le modifiche e gli adat- tamenti necessari e appropriati per soddisfare i bisogni di una persona con disabilità in una determinata situazione, senza imporre un onere sproporzionato o indebito. Gli accomodamenti ragionevoli si basano sull’idea che il loro rifiuto ingiustificato comporti uno svantaggio di fatto per le persone con disabilità e costituisca quindi una discrimi- nazione.

L’obbligo di adottare accomodamenti ragionevoli è anzitutto un’esortazione alle per- sone con disabilità confrontate con svantaggi e a chi causa tali svantaggi – di norma involontariamente e senza rendersene conto – a identificare e attuare congiunta- mente misure atte a ridurre lo svantaggio nella situazione concreta con un onere esi- gibile. Al contempo, gli accomodamenti ragionevoli rappresentano, nel singolo caso, ma soprattutto a lungo termine, una misura per rendere inclusivo un ambiente di la-

18 Consiglio federale, Rapporto del 24 settembre 2021 in adempimento dei postulati Rytz Regula 19.3668, Lohr 19.3670, Romano 19.3672 e Reynard 19.3684, pag. 15–18