Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/101: Revisione parziale della Legge federale sull’eliminazione di svantaggi nei confronti di disabili (Legge sui disabili, LDis) · 40 pagine

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Come hanno dimostrato sia la valutazione esterna della LDis svolta nel 2015 sia uno studio condotto dal Centro svizzero di competenza per i diritti umani10, questa aspet- tativa non si è concretizzata. Entrambi i rapporti raccomandano di rafforzare la prote- zione giuridica contro la discriminazione delle persone con disabilità, in particolare nella fruizione delle prestazioni e nei rapporti di lavoro.

Nel rapporto del 2018 sulla politica in favore delle persone disabili, il Consiglio fede- rale preferiva ancora privilegiare l’elaborazione di basi e di misure d’informazione e sensibilizzazione.

Nel settore privato la revisione parziale non prevede alcun obbligo generalizzato di garantire le pari opportunità e l’accessibilità nei due ambiti «lavoro» e «prestazioni», com’è invece il caso per il settore pubblico nella LDis vigente. L’approccio è piuttosto quello di contribuire a ridurre gli svantaggi incentivando gli attori privati ad adottare provvedimenti appropriati e ragionevoli tenendo conto di tutte le circostanze concrete. Il rifiuto di accomodamenti facili da adottare potrebbe però costituire una lesione della personalità della persona interessata: la revisione parziale prevede quindi pretese che fanno leva sulla protezione della personalità prevista dal diritto privato o dal diritto del lavoro e sul divieto di discriminazione ivi sancito.

La proposta di imporre soltanto provvedimenti ragionevolmente esigibili in circostanze concrete promuove le pari opportunità delle persone con disabilità, tenendo conto dell’interesse legittimo dell’economia a non doversi sobbarcare oneri eccessivi. Al contempo tiene conto del fatto che gli svantaggi possono assumere varie forme a se- conda della disabilità e che in molti settori devono ancora essere elaborati requisiti standardizzati che definiscano un contesto di lavoro inclusivo o prestazioni prive bar- riere.

Una sfida particolare è costituita dal riconoscimento giuridico delle lingue dei segni e dalla promozione delle pari opportunità delle persone sorde o audiolese. Il Consiglio federale propone di inserirli nella LDis. Questa soluzione permette di disciplinare e mi- gliorare la promozione delle pari opportunità in modo coerente per tutte le persone con disabilità. Una legge specifica che disciplini sia il riconoscimento delle lingue dei segni sia la promozione delle pari opportunità di un gruppo di persone con disabilità non po- trebbe andare oltre l’integrazione della lingua dei segni nel contesto della politica lin- guistica e culturale. Il riconoscimento acquista tuttavia un contenuto concreto, con un vero impatto sulla vita di tutti i giorni, soltanto tramite i disciplinamenti concreti che, per molti aspetti, coincidono con la promozione delle pari opportunità. Un disciplinamento nella LDis è al contempo un segnale per una politica a tutto campo a favore delle pari opportunità che tenga ugualmente conto delle esigenze e dei bisogni di tutte le persone con disabilità e preveda misure interdisciplinari e coordinate per le questioni che riguar- dano tutte le forme di disabilità.

10 Consiglio federale, Rapporto del 25 maggio 2016 in adempimento del postulato Naef 12.3543 «Rapporto sul diritto in materia di protezione dalla discriminazione» (in tedesco e francese)