Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/101: Revisione parziale della Legge federale sull’eliminazione di svantaggi nei confronti di disabili (Legge sui disabili, LDis) · 40 pagine

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In molte situazioni, la semplice omissione di un comportamento discriminatorio non permette ancora di garantire alle persone con disabilità pari opportunità nell’esercizio di un lavoro. Spesso il contesto e le condizioni di lavoro non tengono infatti conto delle particolari esigenze delle persone con disabilità o non ne tengono conto in mi- sura sufficiente; la sistemazione del posto di lavoro, i requisiti del lavoro e la sua or- ganizzazione possono svantaggiare le persone con disabilità. Per la Confederazione in qualità di datore di lavoro, la LDis prevede pertanto l’obbligo di garantire, nei limiti del possibile, pari opportunità e un ambiente di lavoro inclusivo. L’avamprogetto ri- nuncia a introdurre un obbligo analogo per i datori di lavoro privati. Fa quindi leva sull’ampliamento del divieto di discriminazione e prevede l’obbligo di adottare acco- modamenti ragionevoli per eliminare gli svantaggi nel singolo caso.

L’obbligo di adottare accomodamenti ragionevoli, ossia provvedimenti atti a ridurre uno svantaggio in una situazione concreta, sussiste soltanto se tali provvedimenti sono ragionevolmente esigibili al datore di lavoro. Il principio di proporzionalità è già concretizzato nel diritto vigente per quanto riguarda l’obbligo di agire per impedire, ri- durre o eliminare gli svantaggi nell’accesso a costruzioni e infrastrutture o vei-

coli (art. 7 LDis) e a prestazioni (art. 8 LDis). L’avamprogetto propone una disposi- zione che completa il principio di proporzionalità in generale e si applica agli accomo- damenti ragionevoli. In altre parole si tratta di ponderare nel singolo caso gli interessi del lavoratore con disabilità e del datore di lavoro, tenendo conto in particolare delle possibilità e degli interessi economici e organizzativi del datore di lavoro. Siccome ciò presuppone che si considerino la situazione iniziale e le possibilità specifiche delle imprese, un disciplinamento calibrato in base a questi criteri sarebbe in contrasto con l’idea di accomodamenti ragionevoli.

Gli accomodamenti ragionevoli si riferiscono al contesto professionale e di conse- guenza alle condizioni quadro poste dai datori di lavoro. Possono riguardare diversi aspetti. In proposito, per l’Amministrazione federale in qualità di datore di lavoro l’arti- colo 12 dell’ordinanza del 19 novembre 200324 sui disabili (ODis) menziona la siste- mazione dei locali di lavoro, l’equipaggiamento del posto di lavoro, l’orario di lavoro, le possibilità di perfezionamento professionale e la pianificazione della carriera profes- sionale. Assume grande rilievo anche l’assenza di barriere nell’ambiente di lavoro di- gitale. Esperienze maturate all’estero evidenziano che gli accomodamenti ragionevoli consistono prevalentemente in adeguamenti organizzativi.

Parallelamente all’elaborazione del presente avamprogetto sono inoltre realizzati pro- grammi in materia di lavoro e prestazioni, volti in particolare a facilitare la futura attua- zione delle disposizioni legali, ad esempio tramite l’elaborazione di strumenti ausiliari o la condivisione di buone pratiche.

L’obbligo di adottare accomodamenti ragionevoli fa leva sull’obbligo dei datori di la- voro di proteggere la salute dei lavoratori (art. 6 LL). Dal punto di vista dei contenuti, gli accomodamenti ragionevoli vanno tuttavia oltre: in primo piano non vi sono infatti la sicurezza e la protezione della salute, bensì l’eliminazione degli svantaggi nell’am- biente di lavoro. Vi sono differenze anche a livello di applicazione: se l’obbligo di adot- tare accomodamenti ragionevoli risponde a un diritto del lavoratore con disabilità,

l’applicazione delle prescrizioni previste dal diritto del lavoro è imposta dagli ispetto- rati del lavoro.

24 RS 151.31