Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/101: Revisione parziale della Legge federale sull’eliminazione di svantaggi nei confronti di disabili (Legge sui disabili, LDis) · 44 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 33Fedlex · Rapporto sui risultati

Art. 9

1bisLe associazioni e le altre organizzazioni autorizzate dagli statuti a difendere gli interessi delle persone con disabilità che esistono da almeno due anni possono, in proprio nome, far accertare in giudizio una discriminazione se l’esito della procedura avrà verosimilmente ripercussioni su un gran numero di rapporti di lavoro. Prima di avviare la procedura di conciliazione o di intentare un’azione, tali organizzazioni danno al datore di lavoro l’opportunità di prendere posizione.

3A queste organizzazioni spetta un diritto di ricorso:

a. per le procedure civili volte ad accertare una discriminazione ai sensi degli articoli 6, 8 e 8a.

Arbeitgeber Zürich VZH è dell’idea che il diritto di azione riconosciuto alle associazioni e alle organizzazioni debba essere soppresso o quanto meno limitato espressamente alle azioni di accertamento. Ritiene inoltre che si debba rinunciare ad alleggerire le condizioni che permettono di far valere questo diritto o definire condizioni simili a quelle stabilite dall’articolo 7 LPar (l’organizzazione deve esistere da almeno due anni, l’esito della procedura avrà verosimilmente ripercussioni su un gran numero di persone e prima di avviare l’azione il datore di lavoro deve poter prendere posizione).

Inclusion Handicap/insieme/Pro Infirmis propongono di modificare il capoverso 1 come segue:

Art. 9

1Le associazioni e le altre organizzazioni autorizzate dagli statuti o dall’atto costitutivo a difendere gli interessi delle persone con disabilità possono proporre azione in proprio nome per lesione della personalità.

Inclusion Handicap/insieme/Pro Infirmis propongono inoltre di aggiungere il termine «ricorso» a quello di «azione» nel capoverso 2:

2Il Consiglio federale designa le associazioni e le altre organizzazioni autorizzate a proporre azione e a ricorrere.

Ritengono inoltre necessario un adeguamento redazionale nella versione tedesca dell’articolo 9 capoverso 3 con l’aggiunta di ein Beschwerderecht (diritto di ricorso) all’inizio delle lettere b e c.

PARAT ritiene che la legittimazione attiva non debba dipendere da una decisione politica e che tutte le associazioni autorizzate in base ai propri statuti a difendere gli interessi delle persone con disabilità debbano poter agire (e non soltanto quelle designate dal Consiglio federale).

Le organizzazioni delle persone sorde e ipovedenti ritengono che le organizzazioni di aiuto alle persone con disabilità devono avere il diritto di ricorso e di azione per tutti i diritti garantiti dalla legislazione federale.

Art. 9a

Per quanto riguarda l’articolo 9a, alcuni partecipanti sono favorevoli all’idea di obbligare i datori di lavoro a motivare per scritto il rifiuto di assunzione per motivi di disabilità in quanto ritengono che rafforzerebbe i diritti delle persone con disabilità e migliorerebbe la loro integrazione. Altri, invece, temono che questo obbligo generi ulteriore burocrazia per i datori di lavoro e comprometta la loro capacità di valutare in modo approfondito le candidature.

Come già evocato, BS, SG, VD, Unione delle città svizzere, Arbeitgeber Zürich VZH e Inclusion

Handicap/insieme/Pro Infirmis chiedono che si esamini la possibilità di prevedere nella LDis un ufficio di conciliazione specializzato, analogamente a quanto previsto in caso di pretese giuridiche nella LPar. Questo ufficio sarebbe incaricato di elaborare soluzioni consensuali (extragiudiziali) integrando diverse prospettive, compresi i diritti di sicurezza sociale. Questa soluzione consentirebbe di sviluppare un know- how nella risoluzione delle controversie relative ai diritti delle persone con disabilità, in particolare nel settore dell’impiego, contribuendo a definire una prassi giuridica uniforme a livello nazionale.