Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/41: Rapporto esplicativo per la procedura di consultazione concernente il finanziamento dell’esercizio, del mantenimento della qualità e dei compiti sistemici relativi all’infrastruttura ferroviaria nonché la concessione di contributi d’investimento a favore di impianti per il traffico merci privati negli anni 2025–2028 · 67 pagine
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indispensabili per l’esercizio ferroviario (art. 62 cpv. 2 Lferr). Tali parti sono per esempio le centrali elettriche delle FFS. Altre imprese ferroviarie non dispongono di centrali elettriche proprie ma si approvvigionano di corrente facendo capo alla rete elettrica generale o alle FFS. Di conseguenza, le FFS finanziano le proprie centrali elettriche con mezzi terzi e imputano all’infrastruttura un prezzo dell’energia elettrica a copertura dei costi.
Vi sono inoltre edifici, impianti e veicoli appartenenti in parte all’infrastruttura in senso stretto (ad es. uffici e magazzini per i servizi di manutenzione) e in parte a quella non indispensabile (ad es. uno sportello per i biglietti o un’edicola). Tuttavia, ciò non significa che ogni edificio utilizzato in misura ridotta dall’infrastruttura debba essere finanziato da quest’ultima. Per questi investimenti si procede in base al principio di prevalenza: se prevale l’utilizzazione per l’infrastruttura principale, il finanziamento avviene tramite il FIF e per le altre utilizzazioni si deve pagare un canone commisurato ai costi; se invece prevale l’uso di terzi o la parte non indispensabile dell’infrastruttura, l’investimento è finanziato da terzi e per le parti indispensabili il GI paga a sua volta un canone commisurato ai costi.
Edifici contenenti installazioni tecniche di sicurezza e di gestione necessarie all’esercizio ferroviario devono essere per principio proprietà del GI e vengono quindi finanziati tramite il FIF, anche se destinati per più della metà ad altre utilizzazioni.
A prescindere dal finanziamento delle installazioni non necessarie all’esercizio ferroviario che restano proprietà del GI, di massima all'infrastruttura non possono essere imputati costi non coperti. Il GI ha altresì la responsabilità di evitare sovvenzionamenti o finanziamenti trasversali rispetto a settori non beneficiari di indennità.
1.2.5 Delimitazione rispetto alla rete stradale (nuovo)
La rete stradale è sovraccarica, ma la domanda di mobilità continua a crescere e bisogna che le città rimangano ben accessibili anche in futuro. È per questo che i mezzi di trasporto devono essere interconnessi: i viaggiatori devono potersi spostare il più rapidamente possibile dall’automobile ai trasporti pubblici, alla bicicletta o alle offerte di condivisione. A tal fine ci vogliono nodi di interscambio ben organizzati che fungano da piattaforme dei trasporti.
È pertanto necessario focalizzarsi su mezzi di trasporto efficienti, come i trasporti pubblici e il traffico pedonale e ciclistico. Al decongestionamento delle strade possono contribuire dei nodi di interscambio con una buona configurazione, ovvero delle cosiddette piattaforme dei trasporti.
Per il finanziamento delle piattaforme dei trasporti la Confederazione si basa sugli strumenti esistenti, come i programmi d’agglomerato e i programmi di sviluppo strategico delle strade nazionali e dell’infrastruttura ferroviaria. Nell'ambito del PROSSIF il FIF permette, ad esempio, di pianificare nuove stazioni della rete celere regionale e di sostenere i relativi collegamenti agli altri mezzi di trasporto. Inoltre, la Confederazione appoggia l’interconnessione dei diversi vettori di trasporto nell’ambito del programma Traffico d’agglomerato dedicato ai trasporti e agli insediamenti. Nel quadro delle piattaforme dei trasporti è possibile effettuare investimenti nel mantenimento