Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/47: Modifica della legge federale sull’assicurazione per l’invalidità LAI (Intervento precoce intensivo in caso di autismo infantile, IPI) · 19 pagine

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L’organizzazione Netzwerkgruppe Autismus ritiene che fissare un importo forfettario per singolo caso in relazione all’IPI potrebbe costituire un precedente pericoloso per la presa a carico di altre patologie.

Secondo Autismus deutsche schweiz, Autisme suisse romande, AGILE.CH, FSP, Inclusion Han-

dicap, insieme, Pro Infirmis, Procap, alcuni centri di IPI partecipanti al progetto pilota, Gruppo di

esperti in pediatria, pediatria svizzera e SSPS, la ripartizione delle spese così come proposta non è giustificata, soprattutto alla luce dei cospicui risparmi che l’AI e i Cantoni realizzeranno. Fatta questa considerazione, i partecipanti summenzionati chiedono che la quota a carico dell’AI venga aumentata in misura sostanziale. AGILE.CH e Gruppo di esperti in pediatria sono dell’avviso che la ripartizione delle spese dell’intervento debba essere oggetto di ulteriori trattative tra la Confederazione e i Cantoni. A parere di alcuni centri di IPI partecipanti al progetto pilota, Gruppo di esperti in pediatria e pediatria svizzera, occorre puntare a un finanziamento integrale ad opera dei Cantoni e dell’AI, con le spese ri- partite in ugual misura tra queste due parti.

Le UPK ritengono che gli argomenti avanzati dal Consiglio federale per giustificare la quota delle spese a carico dell’AI siano contraddittori e non riflettano la realtà terapeutica dei centri, pur tenendo presente l’impossibilità di distinguere chiaramente tra provvedimenti sanitari e provvedimenti pedago- gici. A titolo di esempio, rilevano che tutte le attività del centro FIAS sono sottoposte a una supervi- sione permanente del medico primario e della psicoterapista, a prescindere dalla formazione di base degli psicologi, dei fisioterapisti e dei pedagogisti curativi che intervengono. Tutto il personale viene istruito per diversi mesi sul metodo specifico del centro FIAS e forma una rete d’intervento compatta e interattiva. In quest’ottica, se considerata nel suo insieme, l’attività terapeutica è pluridisciplinare. La chiave di ripartizione per il rimborso delle prestazioni, definita in modo unilaterale dall’AI, è inappro- priata e deve essere rinegoziata. Le UPK adducono peraltro che la situazione finanziaria del centro FIAS, che ottiene ottimi risultati terapeutici e che riceve importi forfettari dell’AI nel quadro del progetto pilota, non è sostenibile, e che se rimanesse lo status quo il centro sarebbe destinato prima o poi a chiudere i battenti.

AGILE.CH, FSP, alcuni centri di IPI partecipanti al progetto pilota, Gruppo di esperti in pediatria,

pediatria svizzera e Stiftung Kind und Autismus sottolineano l’importanza di tenere conto della tota- lità delle spese dei centri di IPI (incluse p. es. quelle legate alla formazione continua del personale,

all’amministrazione, alla direzione medica e alla supervisione, al maggiore investimento di tempo ri- chiesto dalla pluridisciplinarità nonché alla consulenza e alla formazione dispensate dai centri). Alcuni partecipanti menzionano l’elevato tasso di ricambio del personale dovuto al fatto che il lavoro nei centri è molto impegnativo.

Alcuni centri di IPI partecipanti al progetto pilota, Gruppo di esperti in pediatria e SSPPIA sono

dell’avviso che i nuovi compiti quali la raccolta dei dati e la loro trasmissione debbano essere remune- rati conformemente alle direttive della Confederazione e dei Cantoni. Questi partecipanti ritengono che, oltre all’importo forfettario per singolo caso, sia opportuno rimborsare ogni serie di dati completa (in- tesa quale rapporto medico dettagliato) secondo i tariffari TARPSY e/o TARDOC. Sono inoltre del pa- rere, condiviso dalla Stiftung Kind und Autismus, che le spese stimate a 107 000 franchi per bam- bino e per anno non siano sufficienti. Nel secondo rapporto di valutazione del progetto pilota, la mag- gior parte dei centri non ha indicato la totalità delle spese in quanto spesso mancano i pertinenti dati. A ciò si aggiunge che i dati sono stati raccolti durante la pandemia di COVID-19, un periodo non rappre- sentativo, e che a quel momento non tutti i centri avevano adottato l’approccio terapeutico biennale. La SSPPIA auspica che si tenga conto del riesame dei tariffari TARPSY e TARDOC in sede di adegua- mento delle spese stimate per l’intervento.

Per alcuni centri di IPI partecipanti al progetto pilota e Stiftung Kind und Autismus, non devono

esserci incentivi finanziari ad adottare più provvedimenti sanitari o più provvedimenti pedagogici. Se- condo questi partecipanti è importante poter decidere di quale intervento il bambino ha effettivamente bisogno, in quale momento e in quale misura.