Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/47: Modifica della legge federale sull’assicurazione per l’invalidità LAI (Intervento precoce intensivo in caso di autismo infantile, IPI) · 19 pagine
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tare. SG suggerisce di valutare un adeguamento della disposizione. AI chiede l’adozione di una nor- mativa uniforme nell’AI applicabile in tutta la Svizzera a prescindere da altre prestazioni cantonali. BS avanza l’idea di prevedere l’obbligo per i Cantoni di concludere una convenzione con l’UFAS. A parere di GE, l’inclusione dell’IPI nella CIIS intensificherà la collaborazione intercantonale, cosicché si potreb- bero versare importi forfettari anche per i bambini domiciliati in un Cantone che non ha concluso una convenzione con l’UFAS.
5.2.2 Partiti rappresentati nell’Assemblea federale
Secondo l’Alleanza del Centro, la normativa proposta favorisce la collaborazione tra la Confedera- zione e i Cantoni in un’ottica di solidarietà, al fine di rendere l’IPI disponibile sull’intero territorio nazio- nale. Il partito ritiene che il previsto cofinanziamento e le convenzioni tra la Confederazione e i Cantoni permettano di garantire la qualità di questo intervento e di tenere conto dei bisogni specifici dei Can- toni, che il trasferimento ai Cantoni della competenza per la remunerazione dei fornitori di prestazioni promuova l’efficienza regionale e il controllo e che l’introduzione di modalità di vigilanza e criteri di va- lutazione dell’efficacia assicurino la comparabilità dei risultati.
Per il PSS è importante evitare qualsiasi lacuna nella presa a carico. A tal fine i Cantoni che non ap- prontano un’offerta propria di IPI o che non concludono una convenzione con l’UFAS devono essere obbligati a stipulare convenzioni con i Cantoni vicini che dispongono di una tale offerta per permettere ai loro cittadini di ottenere un sostegno finanziario e beneficiare della prestazione in questione.
5.2.3 Organizzazioni di aiuto agli invalidi e altre persone interessate
AGILE.CH, Inclusion Handicap, insieme, Pro Infirmis, Procap e Stiftung Kind und Autismus re- putano che il rafforzamento della collaborazione intercantonale non basti a garantire un’offerta suffi- ciente e geograficamente equilibrata. Queste organizzazioni chiedono che la Confederazione imponga ai Cantoni requisiti minimi per quanto concerne l’accessibilità e il numero di centri di IPI e che garanti- sca un numero sufficiente di posti.
L’organizzazione aaa e i 17 privati che hanno ripreso il suo parere richiamano l’attenzione sul fatto che tutti i bambini affetti da disturbi dello spettro autistico dovrebbero poter beneficiare dell’IPI. Con la normativa proposta, alcuni di loro sarebbero esclusi dal finanziamento.
ARTISET, INSOS e YOUVITA mostrano comprensione per il fatto che le convenzioni disciplinino sol- tanto il rimborso dei provvedimenti sanitari, ma ritengono che la densità normativa prevista sia ecces- siva. Reputano che non si tenga in debito conto il principio della perequazione finanziaria nazionale (NPC), secondo cui la Confederazione deve in linea di principio limitare il proprio intervento agli aspetti concernenti la fissazione degli obiettivi e il loro perseguimento in modo da ampliare il margine di mano- vra operativo dei Cantoni. Le tre organizzazioni invitano quindi ad applicare i principi del New Public Management. Dubitano che la Confederazione tenga conto degli interessi e delle competenze dei Can- toni e ne preservi l’autonomia organizzativa e finanziaria, che vi sia concordanza tra beneficiari, deci- sori e finanziatori e che il principio dell’equivalenza fiscale sia rispettato. Questi partecipanti chiedono peraltro che il DFI incentivi i Cantoni a includere l’IPI nella CIIS e li sostenga al riguardo affinché l’ac- cesso all’IPI sia garantito anche ai bambini domiciliati in Cantoni che non propongono tale intervento. Nel quadro delle convenzioni previste, la Confederazione deve obbligare i Cantoni che propongono l’IPI a mettere a disposizione le relative prestazioni indipendentemente dal Cantone di domicilio dei bambini.
Secondo alcuni centri di IPI partecipanti al progetto pilota e Stiftung Kind und Autismus, non è
possibile distinguere chiaramente tra provvedimenti sanitari e provvedimenti pedagogici. Occorre dun- que che la Confederazione e i Cantoni puntino a una pianificazione e a un’attuazione comuni e defini- scano congiuntamente gli standard qualitativi. Peraltro alcuni centri di IPI partecipanti al progetto pilota, al cui parere si è associato il Gruppo di esperti in pediatria, sottolineano la necessità di adeguare la CIIS per quanto concerne la direzione del centro se, come era stato previsto inizialmente, è richiesta una direzione medica.