Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/47: Modifica della legge federale sull’assicurazione per l’invalidità LAI (Intervento precoce intensivo in caso di autismo infantile, IPI) · 19 pagine

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Le UPK osservano che nelle regioni poco popolate le distanze sono spesso importanti, ragion per cui i bambini non possono frequentare quotidianamente il centro di IPI. A loro avviso è irragionevole im- porre a un bambino trasferte di oltre 45 minuti due volte al giorno per due anni. Occorre valutare se una parte delle istituzioni che propongono IPI non dovrebbero operare secondo il modello prevalente al centro FIAS: durante una fase iniziale di durata limitata, i bambini e i loro genitori trascorrono la gior- nata nel centro e sono alloggiati in prossimità dello stesso. Nella successiva fase di approfondimento, il centro segue la famiglia a domicilio fino alla conclusione dei due anni d’intervento tramite telemedicina o accompagnamento di un terapista familiare sotto la supervisione di specialisti del centro. Questa so- luzione permetterebbe di aumentare il numero degli interventi e di rispondere alla domanda crescente.

La Stiftung Kind und Autismus chiede un finanziamento equivalente per i modelli di prossimità (p. es. gli interventi al domicilio delle famiglie).

A parere della SSPPIA, per includere le famiglie con genitori che lavorano a tempo pieno deve essere possibile intervenire nelle strutture di custodia per la prima infanzia. Le trasferte degli operatori devono quindi poter essere incluse nelle spese dell’intervento.

5.2 Conclusione di convenzioni e ripartizione delle competenze tra la Confederazione e i Cantoni (art. 13a cpv. 1 e 3 AP-LAI), collaborazione intercantonale

5.2.1 Cantoni

NE approva espressamente il modello di finanziamento in base al quale i Cantoni possono concludere convenzioni con la Confederazione.

AI è dell’opinione che l’attuazione proposta non sia praticabile, in particolare per i Cantoni di piccole dimensioni, e che comporti eccessivi oneri amministrativi. Per questi motivi, e poiché ritiene che vi sia un rischio di disparità di trattamento, respinge la normativa proposta. BE rileva che soprattutto i piccoli Cantoni non potranno creare un proprio centro di IPI a causa dello scarso numero di bambini interes- sati e della specializzazione richiesta, ma che potranno associarsi a un centro esistente. Afferma inol- tre che la collaborazione intercantonale può essere sancita in convenzioni individuali e fa notare che la Convenzione intercantonale per le istituzioni sociali (CIIS) fornisce già un quadro normativo consoli- dato che potrebbe fungere da base per la collaborazione. Anche GL evidenzia l’impossibilità, per i pic- coli Cantoni, di approntare le strutture necessarie e sottolinea l’importanza della collaborazione tra i fornitori di prestazioni a livello regionale affinché gli interventi possano svolgersi in prossimità del domi- cilio dei bambini interessati.

AG afferma che i costi dei provvedimenti sanitari possono essere assunti dall’AI in virtù delle basi legali vigenti. A suo avviso, la prevista modifica di legge è necessaria soltanto per permettere alla Confede- razione di intervenire in un ambito che compete ai Cantoni. BE ritiene che nel suo insieme l’IPI debba essere considerato una prestazione medica e che la proposta modifica della LAI consenta di trasferire i compiti della Confederazione ai Cantoni. È inoltre del parere che i criteri di valutazione dell’efficacia e le modalità della vigilanza debbano essere disciplinati in convenzioni tra la Confederazione e il Can- tone. Di conseguenza chiede di stralciare l’articolo 13a capoverso 3 lettere e e f AP-LAI e di comple- tare l’articolo 13a capoverso 1 lettera c con le disposizioni corrispondenti. Per VD il Consiglio federale potrà stabilire a livello di ordinanza determinati elementi relativi alla qualità delle prestazioni mediche. I criteri riguardanti prestazioni sia mediche che pedagogiche dovranno invece essere disciplinati nella convenzione. Ciò consentirà di preservare determinate competenze dei Cantoni, dato che questi ultimi potranno partecipare alla definizione, nella convenzione, degli standard per le prestazioni che cofinan- ziano.

Secondo dieci Cantoni (AG, AI, BS, GE, GR, LU, NE, OW, SH e SG), la normativa proposta comporta un rischio di disparità di trattamento tra i bambini interessati, in quanto l’offerta di IPI dipenderebbe dalla conclusione di una convenzione tra l’UFAS e il Cantone, un’eventualità che LU preferirebbe evi-