Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/47: Modifica della legge federale sull’assicurazione per l’invalidità LAI (Intervento precoce intensivo in caso di autismo infantile, IPI) · 19 pagine

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5.6.3 Organi assicurativi

Per la CUAI occorre prevedere che l’IPI possa essere accordato e che possa iniziare prima della dia- gnosi definitiva del disturbo.

5.6.4 Organizzazioni di aiuto agli invalidi e altre persone interessate

Considerata la carenza di personale medico specializzato in disturbi dello spettro autistico, aaa e i 17 privati che hanno ripreso il suo parere propongono di ricorrere a co-terapisti (genitori o specialisti) che operino sotto la supervisione di specialisti qualificati. Questa soluzione permetterebbe di tenere conto della situazione di molte famiglie domiciliate in zone discoste e di garantire l’accesso all’IPI a un’ampia cerchia di persone, assicurando così la parità di trattamento e una prassi uniforme in materia di IPI. I co-terapisti possono inoltre accompagnare le transizioni, per esempio dalla scuola dell’infanzia alla scuola elementare.

Secondo Gruppo di esperti in pediatria e pediatria svizzera, va garantita una continuità nella presa a carico, vale a dire che il bambino deve essere accompagnato con interventi meno intensivi, ma con lo stesso approccio interdisciplinare, fino all’età scolastica. Questi partecipanti ritengono peraltro che la limitazione della libera scelta del medico prevista all’articolo 3 capoverso 2 lettera a dell’ordinanza dell’UFAS concernente il progetto pilota «Intervento precoce intensivo per i bambini affetti da autismo infantile» impedisca al medico di base (pediatra/medico di famiglia) e agli specialisti coinvolti nella va- lutazione che non lavorano nel centro di fornire le prestazioni necessarie alla presa a carico globale dei bambini durante l’IPI (p. es. partecipazione alle «tavole rotonde»). Ne consegue che questi specialisti, pur svolgendo un ruolo importante, sono di fatto esclusi dall’accompagnamento delle famiglie interes- sate. Il Gruppo di esperti in pediatria chiede di valutare la possibilità di elaborare una strategia nazio- nale in materia di autismo che includa sia i bambini che gli adulti.

La SSPPIA rileva che nell’ambito del progetto pilota viene messo a disposizione un budget per finan- ziare la transizione fino all’età scolastica e che questa misura è essenziale per evitare regressioni nei bambini, molti dei quali non sono ancora in età scolastica al termine dell’IPI. Nell’ambito del progetto pilota è previsto un importo forfettario di 1000 franchi al mese per 12 mesi, importo che a parere

dell’organizzazione dovrebbe figurare anche nel testo di legge definitivo. Quest’ultima sottolinea infine la necessità di prevedere un importo forfettario per le trasferte degli operatori, che probabilmente sa- ranno più frequenti visto l’obiettivo di permettere alla maggior parte dei bambini interessati di parteci- pare a un IPI.

AGILE.CH, alcuni centri di IPI partecipanti al progetto pilota, Gruppo di esperti in pediatria, Netzwerkgruppe Autismus Ostschweiz e Stiftung Kind und Autismus reputano che debba esserci

la possibilità di adottare e finanziare altre misure nei due anni dell’IPI (p. es. psicoterapia, logopedia, trattamento farmacologico o accompagnamento da parte del pediatra o del medico di famiglia). L’orga- nizzazione Netzwerkgruppe Autismus Ostschweiz aggiunge che i medici e i pediatri temono una li- mitazione della libera scelta del medico a causa dei requisiti relativi all’età o alla salute dei bambini che saranno definiti a livello di ordinanza. Per i bambini affetti da gravi disturbi comportamentali è necessa- rio un case management medico in modo da garantire un accompagnamento medico e terapeutico a lungo termine.

Alcuni centri di IPI partecipanti al progetto pilota formulano le seguenti raccomandazioni per l’elabo- razione delle disposizioni esecutive: coinvolgere imperativamente i centri di IPI per valutare l’efficacia dell’intervento e fissare standard qualitativi; assicurare la collaborazione tra gli specialisti coinvolti, ben- ché la diagnosi e la presa a carico nel quadro dell’IPI debbano essere indipendenti l’una dall’altra; con- cludere le convenzioni per un periodo di quattro anni; comunicare almeno due anni prima della sca- denza della convenzione se la collaborazione proseguirà e, in caso affermativo, in base a quali moda- lità, dato che i centri di IPI hanno bisogno di una sicurezza di pianificazione; elaborare le disposizioni tenendo conto del calendario scolastico, in quanto l’IPI è seguito dall’integrazione nella scuola dell’in- fanzia.