Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/56: 20.406 n Iv. pa. Silberschmidt. Gli imprenditori che pagano i contributi per l’assicurazione contro la disoccupazione devono anche essere assicurati contro la disoccupazione · 18 pagine

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Secondo VS, l’articolo permetterebbe sicuramente di evitare abusi, ma imporrebbe alle CAD controlli lunghi e onerosi, soprattutto perché dovranno essere retroattivi. Ulteriori difficoltà emergerebbero anche qualora l’azienda avesse modificato la sua ragione sociale.

L’UDC chiede di introdurre all’articolo 95 capoverso 1quaterAP-LADI una clausola secondo cui le indennità di disoccupazione percepite devono essere restituite entro tre anni in caso di riassunzione presso la stessa azienda.

USS osserva che il rischio di abuso non si riduce inserendo nella legge una pretesa di restituzione ex ante in caso di ripresa dell’attività. Il problema consiste soprattutto nella difficoltà dei controlli. Anche se la legge prevede il perseguimento penale in caso di indicazioni inveritiere o incomplete o di prestazioni percepite a torto, rimane il problema che le CAD devono venire a conoscenza di una tale circostanza. Inoltre la disposizione solleva numerosi interrogativi in merito alla sua attuazione. UNIA si esprime in linea con USS, pertanto si rimanda a quanto suesposto.

Per Swissculture Sociale e tpunkt la disposizione presenta notevoli problemi per il settore della cultura poiché molti gruppi lavorano a progetto, quindi rimangono spesso inattivi per alcuni mesi, o i lavoratori sono assunti solo per uno specifico progetto, ossia con contratti a tempo determinato. I membri del gruppo sono riassunti se un nuovo progetto ha ottenuto i finanziamenti. Questo vale anche per i membri direttivi dell’associazione, ossia le persone in una posizione analoga a quella dei datori di lavoro. La norma prevista nell’articolo 95 capoverso 1quaterAP-LADI non tiene adeguatamente conto della situazione specifica dei lavoratori del settore della cultura e di fatto, con le modifiche della LADI, impedirebbe alle persone in una posizione analoga a quella dei datori di lavoro nel settore della cultura di riscuotere indennità di disoccupazione o le obbligherebbe sempre a restituirle. D’altro canto si pone anche la questione dell’onere amministrativo che l’obbligo di restituzione delle indennità comporterebbe per le CAD. Pare dunque opportuno considerare se le associazioni o, almeno, le associazioni che operano nel settore della cultura non debbano essere escluse delle norme riguardanti le persone «in una posizione analoga a quella dei datori di lavoro».

Secondo VAK questa disposizione costituisce il principale punto critico del progetto poiché le procedure previste sono lunghe e onerose per le CAD. Il cambiamento di ragione sociale costituisce una fonte di incertezza.

Approvazione

Secondo LU questa base legale è molto efficace per impedire possibili abusi. Proprio in merito alla disponibilità al collocamento, mostra infatti chiaramente alle persone interessate quali conseguenze avrebbe un ulteriore coinvolgimento nell’azienda. Questo articolo fornisce alle CAD un margine di manovra sufficiente per ridurre gli abusi.

Centre Patronal e Swissmechanic sono chiaramente a favore dell’articolo 95 capoverso 1quaterAP-LADI.

FER condivide in linea di principio la disposizione, ma ritiene che la condizione dei 5 anni sia un po’ troppo rigorosa.

Prométerre non è contraria alla restituzione delle prestazioni se sono state percepite a torto. Piuttosto si oppone a qualunque modifica della LPGA. In particolare, occorre salvaguardare la buona fede degli amministrati e il termine di prescrizione. La correzione di una disparità di trattamento non deve sfociare in una differenza di trattamento in termini di prescrizione. L’articolo 95 cpv. 1quaterAP-LADI potrebbe essere modificato come segue: «Le persone di cui all’’articolo 8 capoverso 3 che percepiscono l’indennità di disoccupazione e che sono nuovamente assunte nella stessa azienda entro il termine quadro per la riscossione della prestazione o nei tre anni successivi sono tenute al rimborso dell’indennità».

OFKS e F. Cochard approvano senza riserve la proposta e, in caso di una modifica, suggeriscono che sarebbe assolutamente sufficiente se il periodo bloccato di tre anni non decorresse dalla fine, bensì dall’inizio del termine quadro. L’obiettivo di questo periodo bloccato deve essere quello di impedire abusi e conseguirlo è possibile con un periodo bloccato più lungo del termine quadro massimo di 2 anni previsto per l’AD.