Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/56: 20.406 n Iv. pa. Silberschmidt. Gli imprenditori che pagano i contributi per l’assicurazione contro la disoccupazione devono anche essere assicurati contro la disoccupazione · 18 pagine

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Art. 95 cpv. 1quinquies (minoranza (Meyer) relativa alla variante della maggioranza)

Rifiuto

BE chiede di respingere la proposta della minoranza per lo stesso motivo per cui si oppone anche all’articolo 95 capoverso 1quaterAP-LADI. ZG sarebbe sostanzialmente favorevole alla proposta di considerare una riassunzione e al computo degli utili distribuiti a posteriori, ma l’esecuzione comporterebbe un onere sproporzionato. Lo stesso dicasi per la gestione e l’attuazione delle conseguenti richieste di restituzione delle indennità percepite.

USS e UNIA esprimono un parere critico a causa della difficoltà dei controlli (v. quanto esposto per USS in merito all’art. 95 cpv. 1quaterAP-LADI).

FER è contraria a questa disposizione poiché non sostiene la minoranza (Meyer).

OFKS e F. Cochard respingono categoricamente la proposta della minoranza (Meyer) con le stesse argomentazioni formulate per l’articolo 18d AP-LADI.

Approvazione

I VERDI e il PS caldeggiano la proposta della minoranza (Meyer), ritenuta assolutamente necessaria per contenere il potenziale di abuso (PS). Può impedire che le persone percepiscano contestualmente l’indennità di disoccupazione e gli utili da partecipazioni finanziarie (VERDI).

La città di Losanna sostiene la minoranza (Meyer).

Prométerre è favorevole a questo articolo, ma con le stesse riserve esposte per l’articolo 95 capoverso 1quaterAP-LADI. Propone quindi il testo seguente: «Le persone che rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 8 capoverso 3 e che percepiscono utili da partecipazioni finanziarie nell’azienda che devono essere dedotti dalle indennità di disoccupazione secondo l’articolo 18d AP-LADI sono tenute al rimborso delle indennità nella misura corrispondente a questi utili».

3.2.2 Modifiche alla legge sull’assicurazione contro la disoccupazione – Variante della minoranza Art. 2 cpv. 2 lett. g–i

Rifiuto

AR, BS, GL e SZ respingono esplicitamente l’esenzione dall’obbligo di pagare i contributi secondo la variante della minoranza in quanto perderebbero la copertura assicurativa anche le persone la cui esistenza è oggi garantita dall’AD dopo la risoluzione del rapporto di lavoro in una posizione analoga a quella dei datori di lavoro.

Pure NW, SZ, VS, ZG e ZH respingono la variante della minoranza rimarcando la difficoltà di determinare concretamente i gruppi di persone che non sono più soggette all’obbligo contributivo. Secondo SZ costituisce un problema che la cassa di compensazione non possa verificare sistematicamente la distinzione effettuata caso per caso dal datore di lavoro (determinazione della cerchia di persone tenute al pagamento dei contributi nell’AD da parte del datore di lavoro stesso), bensì debba riprenderla senza modifiche. Altrettanto problematica è la possibilità di verificare i dati nella maggior parte dei casi soltanto a distanza di anni nel quadro dei controlli svolti presso i datori di lavoro, con tutte le difficoltà implicate dalla necessità di apportare eventuali correzioni retroattivamente.

Secondo JU la variante della minoranza rappresenta una deplorevole violazione del principio di solidarietà che prevale nelle assicurazioni sociali poiché queste persone saranno private di prestazioni, oltre al fatto che la variante comporta eccessive difficoltà di carattere pratico.

BL, BE, NW e ZH così come la CDEP si oppongono alla variante della minoranza poiché la ritengono difficilmente praticabile.

Tutti gli altri Cantoni (AG, AI, FR, GR, LU, NE, SG, TG, UR) rifiutano la variante della minoranza senza addurre ulteriori motivazioni.

USAM, USS, USI e Travail.Suisse respingono la variante della minoranza USS obietta che le persone interessate perderebbero completamente il diritto alle indennità di disoccupazione anche se rinunciassero completamente alla loro posizione, quindi risulterebbero penalizzate rispetto all’attuale