Rapporto esplicativo-3,4

Consultazione 2024/70: Modifiche di ordinanze nell’ambito di competenza dell’Ufficio federale dell’energia (UFE) con entrata in vigore il 1° luglio 2025 · 11 pagine

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Rapporto esplicativo concernente l’avamprogetto relativo alla revisione del maggio 2025 dell’ordinanza sugli impianti di

trasporto in condotta e dell’ordinanza sulla sicurezza degli impianti di trasporto in condotta

3. Conseguenze finanziarie, a livello di personale e di altro tipo per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni

3.1 Idrogeno

Le modifiche previste non comportano conseguenze finanziarie. Il leggero aumento del carico di lavoro per la Confederazione può essere coperto con le risorse di personale già disponibili. La nuova distribuzione delle competenze comporterà un leggero aumento del carico di lavoro per i Cantoni.

3.2 Cibersicurezza

L’attuazione delle modifiche previste non comporterà costi finanziari o a livello di personale significativi per Confederazione, Cantoni e Comuni. Il presente adeguamento comporta solo un moderato ampliamento del mansionario dell’UFE, che può essere coperto con le risorse umane e finanziarie disponibili.

Il progetto di revisione mira ad aumentare il livello di cibersicurezza degli impianti di trasporto in condotta, offrendo una migliore protezione dalle ciberminacce a medio e lungo termine, di cui beneficeranno in ultima analisi la Confederazione, i Cantoni e i Comuni. Eventuali disservizi dovuti a ciberattacchi causerebbero costi ingenti.

4. Conseguenze su economia, ambiente e società

4.1 Idrogeno

Le modifiche previste non comportano conseguenze negative su economia, ambiente e società. Esse hanno lo scopo di adeguare le norme applicabili per promuovere un maggiore utilizzo dell’idrogeno in Svizzera, in modo da soddisfare al meglio gli impegni ambientali del nostro Paese.

4.2 Cibersicurezza

I contraccolpi economici, ambientali e sociali di un ciberattacco possono essere molto gravi per la Svizzera e la società. Le conseguenze di un ciberattacco, infatti, possono rivelarsi estremamente serie, come dimostra il caso «Colonial Pipeline»7 negli Stati Uniti d’America. In generale si stima che i costi che un’impresa deve sostenere per la cibersicurezza si aggirino attorno al 6-14 per cento delle spese IT o allo 0,3-0,5 per cento circa del fatturato annuo. Tuttavia questi costi devono essere comparati con quelli di un’eventuale ciberattacco, come ad esempio un’estorsione operata da un hacker dopo un attacco ransomware, che secondo le stime costa a una PMI in media 1,4 milioni di franchi8 e alle grandi imprese molto di più.

Poiché precauzioni appropriate per un esercizio sicuro devono essere adottate già ora in base alle normative esistenti (art. 39 e 39a OSITC), non dovrebbero esserci costi aggiuntivi significativi. Le imprese attente ai rischi, che hanno già attuato misure di sicurezza, dovranno sostenere costi aggiuntivi minimi o addirittura nulli. Devono aspettarsi pesanti contraccolpi solo le imprese che finora, contrariamente alle prescrizioni in vigore, sono rimaste inattive a questo riguardo.

7 https://www.energy.gov/ceser/colonial-pipeline-cyber-incident

8 Sophos, «The State of Ransomware 2021», consultabile all’indirizzo news.sophos.com/en-us/2021/04/27/the-state-of-ransomware-2021/