Rapporto esplicativo

Consultazione 2024/91: Iniziativa parlamentare. La povertà non è un reato · 14 pagine

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Rapporto

1 Genesi del progetto

1.1 Contenuto dell’iniziativa parlamentare

L’iniziativa parlamentare presentata il 18 giugno 2020 dalla consigliera nazionale Samira Marti (S, BL) chiede che la legge federale del 16 dicembre 20051 sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) sia modificata in modo tale che agli stranieri che hanno soggiornato legalmente in Svizzera per più di dieci anni consecutivi non sia più possibile revocare il permesso di dimora o di domicilio per il fatto di essere diventati dipendenti dall’aiuto sociale senza colpa propria.

Secondo il testo dell’iniziativa, la revoca di un permesso di domicilio, di un permesso di dimora o di un’altra decisione di diritto in materia di stranieri deve essere ancora possibile soltanto se la persona in questione ha intenzionalmente causato la propria indigenza o non ha fatto nulla per cambiare la propria situazione.

L’autrice ha motivato la sua iniziativa argomentando che i requisiti d’integrazione introdotti nel 2016 nella LStrI talvolta fanno sì che stranieri che da decenni vivono, lavorano e pagano le tasse in Svizzera perdano il loro permesso di dimora e siano allontanati dalla Svizzera perché dipendono dagli aiuti sociali per motivi quali perdita del lavoro, infortunio, malattia, separazione coniugale o sfortuna.

Il rischio di perdere il permesso di dimora spinge spesso le persone a rinunciare al sostegno economico statale. Se però le condizioni economiche non lasciano altra scelta, si arriva spesso a gravi casi di rigore con conseguenze drammatiche dal punto di vista sociale, famigliare o della salute.

1.2 Esame preliminare ed elaborazione di un progetto

Il 27 maggio 2021 la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) ha esaminato l’iniziativa parlamentare e, con 12 voti contro 11 e 2 astensioni, ha deciso di darvi seguito. Il 16 novembre 2021, con 6 voti contro 5, la sua omologa del Consiglio degli Stati (CIP-S) ha deciso di non aderire a tale decisione. Ha sottolineato che la normativa riguardante la revoca era entrata in vigore soltanto nel 2019 e che non doveva essere modificata già dopo pochi anni, soprattutto perché la situazione giuridica escludeva la penalizzazione dei beneficiari di aiuti sociali senza colpa propria. Il 28 aprile 2022 la CIP-N ha pertanto dovuto occuparsi nuovamente dell’iniziativa e, con 14 voti contro 10, ha proposto alla propria Camera di darvi seguito.

Dopo che il 21 settembre 2022 il Consiglio nazionale ha accolto con 96 voti contro 85 la proposta della CIP-N, è toccato alla CIP-S decidere per la seconda volta in merito all’iniziativa. Con 7 voti contro 6 ha mantenuto la sua decisione iniziale e proposto ancora una volta alla propria Camera di non dare seguito all’iniziativa. Il

1 RS 142.20