Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/112: Modifica della legge federale sulla protezione delle acque per la protezione delle acque sotterranee e l’aumento dell’efficienza depurativa degli impianti di depurazione delle acque di scarico · 55 pagine

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nell’acqua potabile non siano presenti in concentrazioni elevate prodotti di degrada- zione di prodotti fitosanitari. Ciò a prescindere che un prodotto di degradazione sia o no classificato come potenzialmente pericoloso per la salute o per l’ambiente. Di con- seguenza, non si potranno più ripetere casi come quelli del clorotalonil e del S-meto- lachlor: allo scopo di proteggere la popolazione, per la concentrazione dei rispettivi prodotti di degradazione nell’acqua potabile era infatti stato introdotto, sulla scorta di recenti indagini, un valore limite che non di rado veniva superato – o lo è tuttora. Grazie ai settori di alimentazione, in futuro alle aziende di approvvigionamento idrico saranno risparmiati i costi aggiuntivi legati al trattamento dispendioso e alla conse- guente centralizzazione (v. cap. 1.2.1).

Le ripercussioni finanziarie e sull’effettivo del personale per i Comuni e le aziende di approvvigionamento idrico dipendono dalle normative cantonali. Se un Cantone sta- bilisce nel diritto cantonale che le aziende di approvvigionamento idrico devono so- stenere i costi connessi alla designazione dei settori di alimentazione, tali costi ven- gono addossati dal Cantone ai Comuni e alle Città in quanto proprietari delle aziende in questione.

Per le aziende di approvvigionamento idrico possono esserci ripercussioni indirette se il progetto, come auspicato, porta a una risoluzione delle lacune di attuazione esistenti in merito alle captazioni d’acqua sotterranea inquinate e si fanno carico di una parte dei costi delle misure di risanamento.

Depurazione delle acque di scarico

Solitamente, gli IDA sono di proprietà di Città e Comuni. Con i requisiti previsti a livello di ordinanza in tema di efficienza depurativa, entro il 2050 circa 550 dei circa 700 IDA presenti in Svizzera dovranno adottare ulteriori provvedimenti per miglio- rarla. Nello specifico, circa il 50 per cento dei circa 550 IDA deve incrementare l’ef- ficienza depurativa solo per quanto riguarda i composti azotati, circa il 40 per cento per i composti azotati e le sostanze organiche in tracce e circa il 10 per cento solo per le sostanze organiche in tracce.

La lacuna legata all’attuazione per quanto riguarda il composto azotato ammonio deve essere colmata entro il 2035. Ciò riguarda 80 IDA le cui immissioni di acque di scarico portano al superamento dei valori limite per l’ammonio nelle acque.

Le esigenze previste a livello di ordinanza comportano costi di investimento di circa 3,7 miliardi di franchi per l’eliminazione dell’azoto e di circa 1,5 miliardi di franchi per l’eliminazione delle sostanze organiche in tracce. Le cifre tengono conto di un rincaro annuo dell’1,7 per cento fino al 2050. I costi annuali per lo smaltimento delle acque di scarico ammontano oggi a ben 2,2 miliardi di franchi all’anno per tutta la Svizzera. Con il potenziamento degli IDA, questi costi per i Comuni in quanto gestori di IDA aumenteranno di circa il sette per cento fino al 2050 a causa dell’eliminazione dei composti azotati e del quattro per cento a causa dell’eliminazione delle sostanze organiche in tracce. I minori costi dovuti allo sviluppo tecnologico e ai raggruppa- menti di IDA, nonché i possibili costi aggiuntivi, dovuti per esempio allo smaltimento di terreno inquinato da sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) proveniente da cantieri di IDA, dovrebbero rientrare nei margini di accuratezza della stima. I costi aumenteranno in gran parte con il potenziamento degli IDA, in misura maggiore nei Comuni in cui negli ultimi anni si è investito meno nella depurazione delle acque di