Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/2: Legge federale sulle operazioni spaziali · 62 pagine
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- in caso di danni, trovare soluzioni appropriate per tutelare gli interessi finanziari della Confederazione legati alle operazioni spaziali.
La legge deve limitarsi alle disposizioni fondamentali e importanti (cfr. art. 164 cpv. 1 Cost.). L’ordinanza disciplina i dettagli. La legge deve altresì garantire, tramite norme di delega, che il Consiglio federale possa reagire tempestivamente agli sviluppi tecnologici ed economici e a eventuali nuove norme internazionali. Quello che oggi è considerato un’innovazione potrebbe essere superato già fra pochi anni: per questo, uno degli obiettivi è elaborare un progetto che sia flessibile, orientato al futuro e tecnologicamente neutro.
L’attuazione a livello giuridico di questi obiettivi deve trovare il giusto equilibrio fra gli interessi, in parte convergenti e in parte divergenti, dello Stato e degli attori privati del settore spaziale. A tal fine, funge da linea guida politica la politica spaziale 2023.
1.2 Alternative esaminate e opzione scelta
Visti gli impegni della Svizzera sul piano internazionale, il Consiglio federale ha considerato tre possibili alternative: il mantenimento dello status quo (nessuna legge federale), l’elaborazione di una legge federale esaustiva oppure lo sviluppo di un quadro giuridico snello e dinamico. A priori, tutte e tre le opzioni erano valide, ma il Consiglio federale ha dovuto tenere conto di vari aspetti, tra cui la promozione delle competenze in materia di sviluppo tecnologico e capacità innovativa dell’ecosistema spaziale svizzero e l’evoluzione del settore spaziale in Svizzera, in Europa e a livello globale. Partendo da questo contesto occorreva decidere quale procedura fosse più consona e su quali priorità occorresse puntare per soddisfare al meglio gli interessi dello Stato e del settore privato.
1.2.1 Alternativa esaminata e scartata: «mantenimento dello status quo»
Mantenere lo status quo avrebbe significato non intraprendere nulla e dunque non elaborare alcuna legge federale. Ciò non avrebbe intaccato gli obblighi che la Svizzera ha contratto a livello internazionale riguardo alle proprie operazioni spaziali, ma questi obblighi non sarebbero stati concretizzati nel diritto nazionale né adeguati alle esigenze della Svizzera. Mantenere inalterato il contesto esistente protrarrebbe la situazione di incertezza giuridica avvertita da alcuni attori elvetici e avrebbe ripercussioni negative sull’attrattiva del settore spaziale svizzero. Pur non considerando gli ostacoli amministrativi rilevati da alcuni attori, la Confederazione non avrebbe la legittimazione necessaria per disciplinare in modo vincolante né le proprie operazioni spaziali né quelle non statali, e non potrebbe così adempiere in modo efficiente i propri obblighi internazionali. Senza un disciplinamento nazionale la Confederazione non potrebbe neppure ridurre determinati rischi correlati alle operazioni spaziali, compresi quelli inerenti alla politica di sicurezza. Inoltre, in un caso di responsabilità secondo la Convenzione internazionale sulla responsabilità, la Confederazione non avrebbe la possibilità di esercitare il diritto di regresso nei confronti dell’operatore privato che ha causato il danno. Fra le altre considerazioni, il Consiglio federale valuta anche il fatto che in futuro potrebbero insediarsi nel Paese grossi operatori satellitari e che, in assenza di un quadro giuridico, questa situazione potrebbe avere risvolti negativi per la Confederazione. Le analisi svolte (consultazione settoriale, comparazione del diritto) hanno inoltre dimostrato che mantenere la situazione immutata non era più un’opzione valida. Il 18 dicembre 2020 il Consiglio federale ha quindi respinto questa possibilità e ribadito la propria decisione il 16 febbraio 202210.
10 Il Consiglio federale, comunicati stampa del 18 dicembre 2020 e del 16 febbraio 2022. 10/62