Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/2: Legge federale sulle operazioni spaziali · 62 pagine

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statali, si è evoluta grazie all’azione di diversi uffici federali e con l’avvento dell’industria spaziale commerciale.

In India, fino a giugno 2020 la partecipazione al settore spaziale era riservata allo Stato. In seguito, il settore è stato aperto anche agli enti non governativi che intendono svolgere operazioni in questo settore. Il quadro normativo è dato dalla legge sull’organizzazione indiana per le ricerche spaziali (Indian Space Research Organisation [ISRO]) del 1969 e dalle direttive sul centro nazionale di telerilevamento (National Remote Sensing Centre [NRSC]) del 2011.

Il Giappone porta avanti le proprie operazioni spaziali da oltre 50 anni, perlopiù a livello statale. Un primo strumento legislativo per disciplinare la vigilanza sulle operazioni spaziali è entrato in vigore nel 2008 (Basic Space Law). Nel 2016 è entrato in vigore lo Space Activities Act, in particolare per autorizzare e controllare il lancio e l’esercizio dei satelliti.

In Nuova Zelanda lo sviluppo della politica spaziale e l’attuazione dell’Outer Space Act 2017 sono proceduti rapidamente. Con l’avvento degli attori privati, che propongono il lancio commerciale di satelliti di piccola e media capacità, si è imposta la necessità di trovare un equilibrio fra gli obblighi della Nuova Zelanda come Stato di lancio secondo i trattati internazionali e la promozione delle possibilità economiche offerte dall’industria spaziale.

3.2 Diritto dell’Unione europea

Gli articoli 4 e 189 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea18 prevedono una competenza condivisa fra l’Unione e gli Stati membri per le questioni spaziali. Sebbene l’Unione europea (UE) sia competente per la sua politica spaziale e il suo programma spaziale, l’articolo 189 capoverso 2 del Trattato esclude l’armonizzazione delle disposizioni legislative degli Stati membri. Una dozzina di Stati membri dell’UE dispone di una legislazione nazionale sullo spazio che applica sostanzialmente i vari trattati ONU (v. n. 3.1)19.

Lo spazio è molto importante per diversi settori della politica europea, per esempio per il «Patto verde» europeo, la trasformazione digitale e la competitività dell’UE in generale. Negli ultimi dieci anni l’UE ha incrementato le sue operazioni spaziali e incentivato la partecipazione del settore privato agevolando l’accesso al mercato e alla commercializzazione. Al momento, la Commissione europea sta inoltre lavorando a una proposta di regolamento sulle attività spaziali («legge europea sullo spazio»). Uno degli scopi della proposta di legge è uniformare le diverse prescrizioni sullo spazio in vigore nell’UE definendo regole comuni per determinate attività rilevanti per il mercato interno. Stando alle informazioni già note, il disciplinamento dell’UE verterà sui seguenti settori: sicurezza (norme comuni per evitare collisioni e ridurre i detriti spaziali), resilienza (norme comuni in materia di gestione dei rischi e cibersicurezza nel settore spaziale) e sostenibilità (norme comuni per la valutazione del ciclo di vita delle attività spaziali e per prevenire l’inquinamento luminoso del cielo notturno).

Per la Svizzera il diritto spaziale europeo non è vincolante. Dato che tutti gli Stati membri dell’UE sono anche Stati firmatari del Trattato sullo spazio dell’ONU e che il

18 Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (versione consolidata), GU C 202 del 07.06.2016, pag. 1.

19 Austria, Belgio, Danimarca, Grecia, Finlandia, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia. Anche il Principato del Liechtenstein, la Norvegia e il Regno Unito hanno una legislazione sulle operazioni spaziali. 15/62