Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/2: Legge federale sulle operazioni spaziali · 62 pagine

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un’azienda può anche rilevare operazioni spaziali per un periodo più lungo tramite il trasferimento contrattuale dell’autorizzazione. Non sono previsti indennizzi.

Capoverso 2: nel momento in cui i compiti vengono affidati a un altro operatore, l’autorità di vigilanza dovrà verificare se l’azienda da incaricare è effettivamente in grado di rilevare l’operazione spaziale in questione. Se necessario, specificherà quali documenti e quali mezzi tecnici dovranno essere forniti dall’operatore originario. Il trasferimento delle concessioni di radiocomunicazione presuppone il consenso dell’autorità concedente (art. 24d cpv. 2 LTC).

5.4 Sezione 4: Revoca, ritiro e modifica dell’autorizzazione

Articolo 17 Revoca e ritiro

Capoverso 1: con ogni autorizzazione o con lo svolgimento delle operazioni spaziali autorizzate viene occupata un’orbita terrestre. È nell’interesse di altri potenziali operatori far sì che tale orbita non possa essere riservata per un periodo illimitato tramite autorizzazione senza che le operazioni autorizzate vengano effettivamente svolte. Pertanto, se il termine per l’inizio delle operazioni è scaduto, l’autorizzazione deve essere revocata. Se il ritardo è giustificato da motivi validi l’autorizzazione può essere modificata per tenerne conto (art. 18).

Capoverso 2: se durante lo svolgimento dell’operazione emerge che l’operatore mette in atto comportamenti illeciti e non è in grado di o non è disposto a ripristinare una situazione conforme alla legge, l’autorizzazione deve essere ritirata. Lo stesso principio deve valere qualora un oggetto spaziale venga utilizzato da un’azienda terza in modo contrario alla legge. Tuttavia, l’autorità di vigilanza responsabile dell’attività spaziale in questione deve intervenire innanzitutto nei confronti dell’utilizzatore dell’oggetto. Ad esempio, se l’UFCOM constata che un satellite provoca interferenze nel traffico delle telecomunicazioni61, in base agli articoli 34 e 58 della LTC e al diritto in materia di vigilanza deve obbligare l’azienda responsabile a eliminare tali interferenze. Qualora ciò non accada, l’UFCOM può ritirare i diritti d’utilizzazione delle frequenze. In tal caso, suggerirà all’autorità di vigilanza, nell’ambito dell’assistenza amministrativa (art. 49 cpv. 2), di ritirare l’autorizzazione rilasciata in base al diritto spaziale o di adottare una misura sostitutiva. L’autorizzazione dovrà inoltre essere ritirata se si scopre successivamente che non esiste alcuna autorizzazione all’esportazione o che si applicano disposizioni sanzionatorie. Come alternativa al ritiro, la legge belga prevede la sospensione dell’autorizzazione. Tuttavia, questo strumento si rivela poco appropriato nel presente contesto perché neppure durante la sospensione il titolare dell’autorizzazione avrebbe una base per svolgere le sue operazioni spaziali e ciò porterebbe l’autorità di vigilanza ad adottare misure sostitutive durante il periodo di sospensione, provocando inutili disagi. Si può ipotizzare che, nel caso in cui l’autorità di vigilanza scopra un comportamento illecito, faccia tutto il possibile per convincere l’operatore a ripristinare una situazione conforme alla legge (eventualmente con il supporto di un’azienda terza). In caso di esito negativo, sarebbe troppo tardi per una sospensione e l’autorizzazione dovrebbe essere ritirata.

Capoversi 3 e 4: se l’autorizzazione è stata ritirata a causa di comportamenti illeciti da parte dell’operatore o dell’utilizzatore, un altro operatore può rilevare il satellite in

61 Cfr. SARAH M. MOUNTIN, The Legality and Implications of Intentional Interference with Commercial Communication Satellite Signals, International Law Studies, vol. 90, 2014, pag. 100 segg. Da notare che, in determinate circostanze, l’interferenza può essere autorizzata in base a una deroga ai sensi dell’art. 34 cpv. 1ter LTC. 34/62