Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/2: Legge federale sulle operazioni spaziali · 62 pagine

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questione – su base contrattuale – al fine di svolgervi attività legalmente conformi. Se il rilevamento non va a buon fine il satellite deve essere disattivato e rimosso dall’orbita.

Capoverso 5: in caso di revoca o di ritiro di un’autorizzazione ci si chiede se l’azienda possa avere diritto a una riparazione (risarcimento) per i danni derivati dalla revoca o dal ritiro. La questione principale riguarda gli eventuali investimenti non ammortizzati62. In base al principio secondo cui le limitazioni della libertà economica e della proprietà motivate dal diritto di polizia non prevedono alcuna compensazione63, di norma l’obbligo di indennizzo (a titolo di espropriazione materiale) deve essere negato. Per evitare controversie legali è consigliabile sancire per legge il principio dell’assenza di indennizzo, principio che si limita, nella fattispecie, ai casi di comportamenti illeciti e che appare dunque giustificato in questo contesto. Se il motivo della revoca o del ritiro dell’autorizzazione è da attribuire all’autorità di vigilanza (che durante la procedura di rilascio non ha tenuto conto tempestivamente di un aspetto rilevante), è ipotizzabile un indennizzo per espropriazione materiale qualora l’autorizzazione debba essere ritirata alla luce delle nuove circostanze.

Articolo 18 Modifica

In caso di cambiamenti significativi delle circostanze l’autorizzazione deve essere modificata. A seconda dei casi, ciò può essere nell’interesse dell’operatore, ad esempio se quest’ultimo ritiene che un determinato requisito non sia più necessario o se intende far autorizzare un nuovo utilizzo dell’oggetto spaziale. Per questo, in presenza di cambiamenti significativi delle circostanze, l’operatore deve avere il diritto di chiedere una modifica dell’autorizzazione (lett. a). La legge danese considera cambiamenti delle circostanze anche le modifiche apportate dall’autorità di vigilanza. Questo approccio non è consigliabile. Infatti, potrebbe capitare che l’autorità di vigilanza si renda conto solo a posteriori di non aver tenuto sufficientemente conto, al momento del rilascio dell’autorizzazione, di un aspetto già noto relativo all’ambiente o alla sicurezza. Anche in un caso del genere l’autorità dovrebbe essere in grado di emanare successivamente le misure necessarie per non compromettere lo svolgimento sicuro e conforme alla legge delle operazioni.

5.5 Sezione 5: Trasferimento di operazioni spaziali autorizzate a un’altra azienda

Articolo 19 Trasferimento a un’azienda svizzera

Capoversi 1 – 3: in questi capoversi si precisa che le operazioni spaziali autorizzate possono essere trasferite a un’altra azienda solo trasferendo l’autorizzazione. Ciò è in linea con il fatto che l’operatore o il titolare dell’autorizzazione deve effettivamente svolgere le attività spaziali in prima persona (v. spiegazioni sulla definizione di operatore ai sensi dell’art. 3 lett. e). Non sono quindi previste disposizioni sul controllo dell’operatore (p. es. maggioranze degli azionisti) e non è necessario registrare separatamente il trasferimento della gestione e del controllo dell’oggetto. D’altro canto, il trasferimento della proprietà di un oggetto spaziale non è un processo che deve essere autorizzato separatamente (v. spiegazioni sulle condizioni per il rilascio dell’autorizzazione: art. 9 cpv. 1 lett. b). Se l’autorizzazione (per operazioni spaziali a basso rischio) è stata rilasciata senza alcuna agevolazione il suo trasferimento è soggetto all’approvazione dell’autorità di vigilanza. In casi come questi è sufficiente

62 Cfr. la perizia dell’Ufficio federale di giustizia (UFG) del 12 settembre 2012 sull’abbandono anticipato del nucleare, Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (GAAC) 1/2013.

63 Cfr. p. es. ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 8a ediz. 2020, n. marg. 2505 segg. 35/62