Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/21: Ordinanza sull’intervento precoce intensivo in caso di disturbi dello spettro autistico (OIPIA) · 18 pagine

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di questi aspetti; altrimenti bisogna rinunciare ai test e vagliare altri metodi di valutazione (p. es una pianificazione dettagliata dell’intervento con obiettivi verificabili). Inoltre, è necessario che i genitori e i bambini siano informati in modo trasparente circa la raccolta dei dati e il diritto di opposizione.

SSPPIA e Gruppo di esperti in Pediatria sottolineano che l’onere amministrativo per le organizzazioni deve rimanere proporzionato. È inoltre necessaria una stretta collaborazione con le società mediche per garantire che i test scelti siano adeguati e realizzabili. Fondazione Kind und Autismus e Gruppo di esperti in Pediatria rilevano che i fornitori di prestazioni non possono fornire dati sul percorso scolastico e sull’integrazione nel mondo del lavoro.

Il Gruppo di esperti in Pediatria si interroga sul termine «scuola regolare» e si chiede se abbia lo stesso significato in tutta la Svizzera. Chiede di stralciare «eventualmente» dall’articolo 19 lettera b.

Dal canto loro, BVF e VHDS sollevano interrogativi sui dati dei bambini che non partecipano a un IPI (quali dati, chi li raccoglie e li confronta ecc.).

Secondo UPD, le disposizioni legali relative alla raccolta dei dati sono poco chiare. L’UFAS deve quindi mettere a disposizione degli attori coinvolti una circolare al riguardo. Inoltre, la valutazione dovrà es- sere svolta da esperti di livello universitario e finanziata dalla Confederazione. L’efficacia dell’intervento deve essere misurata anche in base al criterio del rapporto genitori-figlio e della qualità della vita fami- liare. Infine, le informazioni raccolte sul «numero di ore e di settimane di IPI generalmente effettuate» devono riferirsi esclusivamente al lavoro svolto direttamente con il bambino, con una differenziazione in base alle ore trascorse direttamente con il bambino o a quelle trascorse direttamente con i genitori e alle altre attività legate all’intervento.

5.7 Varia

5.7.1 Cantoni

Secondo BE, vanno previste altre misure di sostegno alla prima infanzia destinate ai bambini affetti da disturbi dello spettro autistico per i quali l’IPI non è indicato o non è possibile.

BL fa notare che il rapporto esplicativo menziona il coinvolgimento di esperti dell’IPI nei lavori di elabo- razione dell’ordinanza e chiede che in futuro anche i Cantoni vengano assolutamente coinvolti in tali lavori.

VD rileva che gli uffici AI potrebbero dover assumere notevoli oneri supplementari. Al contempo, le per- sone interessate devono poter ottenere risposte rapide da questi enti.

NE auspica incentivi (a livello finanziario, contrattuale oppure organizzativo), come pure programmi di formazione e perfezionamento, considerato che la carenza di specialisti nel settore dell’autismo rischia di provocare tempi di attesa incompatibili con la necessità di un intervento precoce. A suo parere, inol- tre, il termine «intervento precoce» potrebbe far pensare che si tratti di provvedimenti d’integrazione, mentre in questo caso si tratta di provvedimenti intensivi attinenti perlopiù alla pedagogia speciale e all’ambito medico (psicoterapia, ergoterapia ecc.). L’uso del termine «gravi disturbi dello spettro auti- stico» stupisce il Cantone, dato che non si fa riferimento al DSM-5; inoltre, non è nota la scala di valori cui ci si riferisce.

Secondo JU, affinché tutti i bambini interessati abbiano la possibilità di beneficiare di un IPI è essen- ziale che le organizzazioni che forniscono le prestazioni IPI possano, se necessario, essere inserite in una convenzione intercantonale.

TI deplora che le spese di trasferta non siano prese a carico dall’AI.

ZH suggerisce di semplificare l’articolo 2 stabilendo che, a condizione che venga conclusa una con- venzione, gli importi forfettari sono concessi se le condizioni di cui alla sezione 2 sono adempiute. Al contempo, propone di dividere l’articolo 6 in due articoli separati (uno sulla durata e uno sul luogo) e di