Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/21: Ordinanza sull’intervento precoce intensivo in caso di disturbi dello spettro autistico (OIPIA) · 18 pagine
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delle organizzazioni che forniscono le prestazioni. Secondo la fondazione Kind und Autismus, la durata dell’IPI deve poter essere ridotta per motivi diversi da quelli medici.
Per la SSPS la durata e il numero di ore settimanali previsti limiterebbero l’accesso all’IPI a un ristretto numero di famiglie. Una maggiore flessibilità in funzione dei bisogni del bambino e dell’andamento della terapia permetterebbe di sostenere più famiglie e di accrescere le pari opportunità e l’equità. Se- condo UPD, la durata di due anni è troppo lunga, irrealistica a fronte dei tempi necessari per la dia- gnosi e per l’inizio della presa a carico, e in contraddizione con l’obiettivo dell’integrazione scolastica. Inoltre, più che prevedere una proroga, occorrerebbe poter estendere l’IPI al periodo successivo all’ini- zio della scuola e stabilire che i bambini devono partecipare ad almeno l’80 per cento delle ore previ- ste. Secondo ABA Svizzera, l’intensità e la durata dell’intervento devono poter essere determinate in funzione dei bisogni di ogni bambino e non fissate in modo arbitrario come nell’ordinanza.
Per SSPPIA e Gruppo di esperti in Pediatria, la transizione alla scuola dopo l’IPI è particolarmente im- pegnativa per i bambini. Occorre quindi disporre di sufficiente flessibilità in materia di proroga. Il Gruppo di esperti in Pediatria chiede inoltre di precisare il significato di «inizio della scuola» (scuola dell’infanzia o primo anno di scuola elementare?). Secondo BVF e VHDS, occorre precisare nell’ordi- nanza che la competenza di decidere criteri di proroga spetta alle organizzazioni. L’HfH sottolinea l’im- portanza di integrare in tutti i piani di IPI la transizione alla scuola e di trasmettere a quest’ultima le esperienze e constatazioni fatte nell’ambito dell’intervento. Secondo UPD, la durata massima della presa a carico (un anno) è troppo lunga.
5.3 Partecipanti all’IPI
5.3.1 Cantoni
ZH chiede di sostituire la condizione dell’età all’inizio dell’IPI inferiore ai quattro anni con quella di co- minciare l’IPI prima dell’inizio della scuola dell’obbligo, oppure di rinunciare all’eccezione prevista. Se- condo SO e VS, la maggior parte dei bambini interessati dispone, prima dei quattro anni, soltanto di diagnosi presunte, ma non confermate (SO) o di una diagnosi medica, ma non della decisione dell’AI (VS). A loro avviso, occorre dunque adattare la condizione relativa alla diagnosi. Per LU va tenuto conto del fatto che i tempi di attesa per le diagnosi sono talvolta molto lunghi. Secondo BE, la diagnosi deve poter essere confermata anche da medici specialisti in psichiatria o psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza. ZG e BE considerano indispensabile emanare direttive concernenti la diagnosi dell’autismo, che deve essere formulata in cliniche specializzate indipendenti dall’organizzazione, e cri- teri che permettano di capire se i bambini siano o meno autorizzati a partecipare a un IPI; in mancanza di queste prescrizioni, il numero di potenziali beneficiari sarebbe troppo elevato (ZG).
SG ritiene che l’IPI favorisca un sostegno a due velocità, dato che il numero di bambini che ne può be- neficiare è molto ristretto, mentre quello dei bambini affetti da disturbi dello spettro autistico è molto elevato. A suo parere, occorre stralciare la condizione di partecipazione secondo cui la gravità del di- sturbo dello spettro autistico o la gravità delle limitazioni del bambino devono essere tali da giusti- ficare un IPI, in particolare considerato che i bambini annunciati all’AI per un disturbo dello spettro auti- stico diagnosticato prima dei quattro anni adempiono in ogni caso questa condizione.
Secondo NE, è necessario garantire l’accessibilità dell’IPI ai bambini collocati in famiglie affidatarie ri- correndo a un’organizzazione tripartita adattata (AI/Cantone/famiglia affidataria). Per BE occorre esi- gere il coinvolgimento attivo e gratuito dei detentori dell’autorità parentale o dei familiari.
5.3.2 Organizzazioni di aiuto alle persone con disabilità e altri ambienti interessati
Inclusion Handicap, Procap, BVF e VHDS sottolineano quanto sia importante che tutti i bambini inte- ressati possano beneficiare di un IPI in tutti i Cantoni e le regioni della Svizzera. Secondo CHCB e in- cludia, la condizione di dover essere annunciati all’AI esclude certi bambini senza alcun motivo.