Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/27: Tassa sul chilometraggio dei veicoli elettrici / Imposta sulla corrente di ricarica dei veicoli elettrici · 152 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 123Fedlex · Rapporto esplicativo
8 Ripercussioni della variante relativa alla corrente di ricarica
L’imposta sulla corrente di ricarica è concepita in modo che l’importo da pagare per i veicoli elettrici sia sostanzialmente equivalente a quello per i veicoli a benzina e diesel, al fine di mantenere invariato il livello di entrate e garantire il finanziamento. L’onere fiscale per la popolazione rimane nell’insieme costante e allo stesso tempo si ottiene una sostanziale parità di trattamento tra i diversi tipi di propulsione. Per la variante relativa alla corrente di ricarica devono essere tuttavia sottolineati due aspetti che la distinguono rispetto alle ripercussioni delle accise sui carburanti: prima di tutto l’impatto della tariffa unitaria sulla corrente di ricarica è diverso da quello delle tariffe unitarie dell’imposta sugli oli minerali per benzina e diesel; in secondo luogo l’imposta forfettaria comporta notevoli distorsioni nella fase transitoria. Nelle sezioni seguenti, laddove opportuno, sono descritte separatamente le ripercussioni della soluzione transitoria e quelle della soluzione definitiva.
La mancata introduzione dell’imposta avrebbe conseguenze considerevoli, poiché il finanziamento dell’infrastruttura dei trasporti non sarebbe più assicurato.
8.1 Ripercussioni per la Confederazione
La riscossione dell’imposta sulla corrente di ricarica comporta per la Confederazione l’assunzione di un nuovo compito senza che ne venga meno uno esistente. Il presente progetto mantiene infatti in essere le imposte sugli oli minerali. Un’autorità federale tuttora da designare all’interno dell’Amministrazione federale assumerà questo nuovo compito e dovrà costituire un’apposita unità organizzativa. Il nuovo compito ha ripercussioni finanziarie e sull’effettivo del personale per la Confederazione.
Come esposto nel punto 4.1, le ripercussioni finanziarie e sul personale non possono ancora essere stimate in modo definitivo e dettagliato allo stato attuale. Con l’avanzare del progetto, queste ripercussioni saranno progressivamente concretizzate e analizzate in modo più approfondito, oltre al fatto che la velocità dell’elettrificazione del parco veicoli in Svizzera e lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica assumeranno contorni più definiti.
8.1.1 Aspetti finanziari
Entrate
Soluzione transitoria con l’imposta forfettaria
L’imposta forfettaria consente in linea di principio di garantire il finanziamento. Tuttavia, dato che determinati gruppi di veicoli sono esclusi da questi forfait (veicoli elettrici immatricolati all’estero, veicoli commerciali pesanti e veicoli del settore «non-road»), le entrate diminuiranno rispetto a quelle dell’imposta sugli oli minerali per un controvalore stimato di 1,1 miliardi di franchi sul periodo transitorio ipotizzato di cinque anni. In questo lasso di tempo le imposte sugli oli minerali che vengono a mancare non potranno quindi essere interamente compensate.
Imposta sulla corrente di ricarica
Con l’introduzione dell’imposta sulla corrente di ricarica, che sostituirà l’imposta forfettaria a partire dal 2035 circa, anche i veicoli esteri, i veicoli commerciali pesanti e quelli del settore «non-road», ricaricati su impianti imponibili, verseranno un contributo al finanziamento. Teoricamente, le minori entrate delle imposte sugli oli minerali potranno così essere interamente compensate, dal momento che la tariffa fiscale media per chilowattora è calibrata sul consumo medio dei veicoli a combustione.
Non è tuttavia da escludere che l’introduzione dell’imposta sulla corrente di ricarica produrrà un certo «turismo della ricarica» all’estero (v. punto 8.6.3) e darà adito a tentativi illegali di elusione fiscale, per esempio ricaricando il veicolo su o con impianti non registrati (v. punto 8.6.4). I suddetti fattori ridurranno le entrate lorde dell’imposta sulla corrente di ricarica, ma oggi non è possibile quantificarne la portata.
Di conseguenza, la variante relativa alla corrente di ricarica non garantisce che le minori entrate delle imposte sugli oli minerali saranno interamente compensate.