Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/27: Tassa sul chilometraggio dei veicoli elettrici / Imposta sulla corrente di ricarica dei veicoli elettrici · 152 pagine

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traffico. La soluzione transitoria ha dunque tendenzialmente ripercussioni negative per l’ambiente, tuttavia non rispetto allo status quo (nessun tributo), ma soltanto rispetto all’imposta sulla corrente di ricarica o alla tassa sul chilometraggio.

Imposta sulla corrente di ricarica

Le spiegazioni al punto 4.5, secondo cui il progetto avrebbe ripercussioni negative per l’ambiente se l’introduzione della tassa sui veicoli elettrici producesse un significativo rallentamento della diffusione dell’elettromobilità, riguardano anche l’imposta sulla corrente di ricarica. Questa ipotesi appare tuttavia fondamentalmente inverosimile anche per l’imposta sulla corrente di ricarica. Occorre comunque considerare che i costi variabili per i veicoli merci pesanti aumenteranno in misura significativa a causa della tariffa unitaria, con il rischio di un rallentamento del processo di elettrificazione della flotta del traffico merci e, quindi, di ripercussioni potenzialmente negative per l’ambiente.

L’introduzione dell’imposta sulla corrente di ricarica potrebbe avere anche effetti positivi sull’ambiente nel lungo termine, se la maggior parte del parco veicoli è composto di veicoli elettrici: l’imposta aumenta i costi variabili dei viaggi percorsi, pertanto induce a ridurre leggermente il chilometraggio. In tal modo si alleviano anche le ripercussioni negative per l’ambiente dovute ai veicoli elettrici (p. es. polveri fini prodotte dall’usura degli pneumatici, costi esterni della produzione di elettricità, rumore ecc.).

8.6 Altre ripercussioni

8.6.1 Circolazione

La soluzione transitoria con l’imposta forfettaria non produce praticamente ripercussioni sulla circolazione rispetto alla situazione attuale, in cui i veicoli elettrici o la corrente di ricarica non sono tassati, poiché l’imposta forfettaria non modifica i costi variabili di un viaggio. L’imposta sulla corrente di ricarica non ha significative ripercussioni neppure sul traffico e il suo impatto è molto simile a quello della tassa sul chilometraggio.

8.6.2 Ripercussioni per il traffico merci

Perché l’imposta sulla corrente di ricarica per i veicoli commerciali pesanti sia approssimativamente equivalente alle imposte sugli oli minerali, la tariffa unitaria dovrebbe ammontare a circa 14 centesimi per chilowattora. Tuttavia, dato che il genere di veicoli dominante, ossia le automobili, determina in gran parte la tariffa unitaria (v. punto 6.1.3.2), essa ammonta a 22.8 centesimi per chilowattora. Per questo motivo l’imposta sulla corrente di ricarica dei veicoli commerciali pesanti non è equivalente alle imposte sugli oli minerali e comporta un onere fiscale nettamente superiore.

I conseguenti costi d’esercizio più elevati dei veicoli elettrici rispetto a quelli con motore a combustione potrebbero ritardare l’elettrificazione del parco veicoli commerciali pesanti. Ciò comporterebbe maggiori emissioni di CO₂ e di inquinanti atmosferici.

8.6.3 «Turismo della ricarica»

Il cosiddetto «turismo del pieno» designa il rifornimento intenzionale in un Paese limitrofo per beneficiare dei prezzi più bassi, quasi sempre riconducibili alle differenze tra le accise sui carburanti. Un effetto analogo è ipotizzabile con l’introduzione dell’imposta sulla corrente di ricarica in Svizzera. Questa imposta (22.8 cent./kWh) aumenta di 14 franchi il prezzo di una ricarica tipica di 60 chilowattora in Svizzera. Ciò dà origine a differenze di prezzo rispetto all’estero che, se altri Paesi non introducono imposte simili, potrebbero portare a un «turismo della ricarica» e ridurre il gettito generato dalla nuova imposta. In altri termini, con l’imposta sulla corrente di ricarica non si otterrebbero in media le stesse entrate per veicolo di quelle derivanti dalle imposte sugli oli minerali.

Una volta che si sarà affermata la ricarica bidirezionale, sarebbe teoricamente possibile anche «importare elettricità», effettuando all’estero la ricarica con elettricità non tassata che viene poi reimmessa nella rete a una stazione di ricarica svizzera e per la quale l’imposta sulla corrente di ricarica viene restituita.